Pro Roma Mariana

Fátima e a Paixão da Igreja

COLPITO IL VANTO DELLA RIVOLUZIONE ILLUMINISTA E CONCILIARE

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Arai Daniele

Perché aspettare il 2022, Bergoglio si leva già le scarpe in moschea e loda il Ramadan!

L’avanzata dell’Islam in tutto il mondo può non risultare dal declino del Cristianesimo? Si preferisce dire che tale declino sia dovuto al contrasto tra la Fede e il progresso della scienza. Naturalmente una «scienza» che misconosce profondamente l’uomo poiché la religiosità è inerente alla natura umana. Essa rappresenta un’innata e potente motivazione dell’anima di ogni essere umano in ogni tempo. Perciò permane come una delle principali costanti nel corso della nostra storia. Tanto più per la religiosità legata alla vera Religione, che ha segnato per sempre la vita dell´umanità, perché è la “Fede che muove montagne”. Ma essa diviene anche l’eterno bersaglio dei padroni del mondo. Così, all’indebolimento del Cristianesimo subentra allora inesorabilmente un opposto potere religioso. E l’islamismo avanza senza concedere nulla al mondo moderno.

Ecco allora: quel che fa declinare la Cristianità già da secoli è ben altro. Cosa se non le ribellioni e rivoluzioni continue che l’intellighentia gnostica, atea e agnostica, oltre a quelle altre religiosità muovono alla Fede trascendente, attraverso la violenza, ma anche col lavorio corrosivo delle filosofie e delle politiche anti-cristiane, spuntate ovunque.

Dalla Storia sappiamo che questo corso rivoluzionario si è evoluto in Europa in due tempi. Il primo con le rivoluzioni luterane, poi anglicane poi liberale francese. Più tardi, in seguito alla Bestia suscitata delle guerre mondiali per distruggere il Cristianesimo militarmente, è arrivata la Bestia liberatrice dell’americanizzazione democratica e religiosa di un’Europa avvilita e impoverita. Molto è peggiorato allora nell’ambito spirituale, anche se, o proprio perché nella vita materiale si è andati verso la società di opulenza materialista. Tutto era alterato nella coscienza religiosa dell’uomo occidentale, lasciando quel vuoto da riempire con qualsiasi credenza, fantasia o ideologie poiché la vita stessa era sottomessa a un processo di dissacrazione accelerata.

Il triangolo europeo della cultura rivoluzionaria era praticamente composto da Germania per il pensiero filosofico, dall’asse Londra-Parigi per la politica massonica e più tardi da Roma per la nuova religiosità relativista venuta dall’americanismo e defluita dal Reno verso il Tevere col Vaticano 2º. Insomma la storia è lunga e complessa, ma qui basta sapere quanto si è reso concreto in questo torbido presente.

La Francia è rappresentata oggi dalla macchietta voltairiana di Hollande, che non sa da che parte voltarsi per mascherare fallimenti in ogni campo. Ora fa il pacifista ecologista più guerrafondaio del mondo in seguito a Sarkozy, fautore dei moti «democratizzanti» in Libia e dintorni. Il suo problema ora è bloccare la salita di Marina Le Pen candidata presidente, e impedire il successo di Dieudonné. Questa storia di libertà di espressione è solo per gli amici della grande comunicazione omologata! Sono «enfants de la Patrie» pronti a scatenare guerre e rivoluzioni incontrollabili che ora arrivano con delle frange islamite di neofrancesi super armati da loro stessi, dal Mali ai loro cortili parigini.

E ormai la fede islamica è componente di peso nella società francese e europea i cui seguaci non ammettono lo stesso trattamento insultante riservato agli «infedeli».

Fin qua i risultati rovinosi della politica rivoluzionaria e illuminista di Parigi, sparsasi nel mondo a ferro e fuoco con Napoleone e poi refluita sulla propria confusione.

Intanto lo spirito del 1789 é arrivato a Roma con le nuove teologie liberali e relativiste, apparentate all’americanismo massonico ed evoluzionista, che doveva convertire anche quei chierici, da sempre di cuore liberale. Ed ecco il nuovo corso conciliare che, con la più sbragata resa politico-ecumenista d’ogni tempo, apre ai nemici storici della Chiesa.

Non è, quindi, solo l’Islamismo a colpire la Cristianità, ma quei chierici che dal suo interno abbattono le sue difese dottrinali e liturgiche con novità anticattoliche, come si vede nell’opera dei «papi conciliari». Rivediamo una riguardante l’ora presente.

La rivoluzione illuminista adottata da Roma col Vaticano 2º

Qui va abbreviata la lunga storia del «pensiero conciliare» relativista ed ecumenista degli ultimi «anticristi in Vaticano». Sulla «quint’essenza» di tale strambo pensiero, l’esemplare più rappresentativo non è di certo un inqualificabile burino religioso come Bergoglio, ma il suo predecessore, «l’emerito Ratzinger», raffinato sofista, propostosi contraddittoria, se non maliziosamente come continuatore della Dottrina tradizionale!

Si tratta, quindi, di una tendenza auto demolitrice che indica un preciso lavorio di uno «spirito d’aggiornamento» della Chiesa per livellarla a idee di libertà e «diritti umani» imposti per adattare la Fede e riconciliare la Chiesa alla pace con un mondo ateo.

Per il «problema dell’Islam» lui presenta la sua erudita soluzione, che è una vera «trahison des clercs», poiché pensa contrapporre alla forza di una fede, il pensiero illuminista conciliare, che ha già rovinato da cima a fondo la Cristianità. Mentre la religiosità, specialmente quella della vera Religione, come detto all’inizio, è l‘innata potente motivazione dell’anima di ogni essere umano in ogni tempo, che permane costante nel corso della storia, le «motivazioni» rivoluzionarie non rappresentano alcun potere dell’anima umana, tranne quello negativo della ribellione, che danna.

Ebbene, cosa consiglia ai Mussulmani il nostro chierico conciliare adornato da papa? Vediamo.

Tanto per cominciare, il prelato Joseph Ratzinger che, come esponente di spicco della Curia conciliare è stato eletto «papa» da un collegio cardinalizio tanto scarso, che avrebbe pure eletto l’eretico Martini e anni dopo ha eletto l’alieno Jorge Bergoglio, è un addetto della «nuova teologia». Perciò vede con occhi dispregiativi quel che ritiene sia l’eccesso di ‘manualistica’, ossia il vero Magistero anti-illuminista, dove Pio XII accusava le deviazione di “tendenze gnostiche, falsamente spirituali e puritani”. Esse volevano un “ritorno alle origini”, elaborata con l’obiettivo poco chiaro dell’attacco al Magistero della Chiesa e alla sua autorità, oltre che alla sua Teologia fondamentale.

Così la ‘gestione’ di Ratzinger/Benedetto è segnata dall’apertura al “progresso di due secoli di illuminismo”, raccomandato ai musulmani nel discorso di Natale 2006 (22.12):

 

  • La visita in Turchia mi ha offerto l’occasione di illustrare pubblicamente il mio rispetto per la Religione islamica, un rispetto, del resto, che il Concilio Vaticano II (cfr Dich. Nostra Aetate, 3) ci ha indicato come atteggiamento doveroso…In un dialogo da intensificare con l’Islam dovremo tener presente il fatto che il mondo musulmano si trova oggi con grande urgenza davanti a un compito molto simile a quello che ai cristiani fu imposto a partire dai tempi dell’illuminismo e che il Concilio Vaticano II, come frutto di una lunga ricerca faticosa, ha portato a soluzioni concrete per la Chiesa cattolica. Si tratta dell’atteggiamento che la comunità dei fedeli deve assumere di fronte alle convinzioni e alle esigenze affermatesi nell’illuminismo…è necessario accogliere le vere conquiste dell’illuminismo, i diritti dell’uomo e specialmente la libertà della fede e del suo esercizio, riconoscendo in essi elementi essenziali anche per l’autenticità della religione (quale e quante?). Come nella comunità cristiana c’è stata una lunga ricerca circa la giusta posizione della fede di fronte a quelle convinzioni – una ricerca che certamente non sarà mai conclusa definitivamente – così anche il mondo islamico con la propria tradizione sta davanti al grande compito di trovare a questo riguardo le soluzioni adatte. Il contenuto del dialogo tra cristiani e musulmani sarà in questo momento soprattutto quello di incontrarsi in questo impegno per trovare le soluzioni giuste. Noi cristiani ci sentiamo solidali con tutti coloro che, proprio in base alla loro convinzione religiosa di musulmani, s’impegnano contro la violenza e per la sinergia tra fede e ragione, tra religione e libertà. In questo senso, i due dialoghi di cui ho parlato si compenetrano a vicenda.”

 

Il tale discorso di Ratzinger è presente tutta la velenosità del Vaticano 2º, sia perché imputa al Cattolicesimo l’inerzia di fronte alle ingiustizie che soltanto i «diritti» illuministici hanno superato, sia perché vuole la Chiesa adeguata a quanto ha sempre condannato come rivoluzionario e anti-naturale. Dichiara inoltre che la fede islamica può accordarsi alla cristiana, come sorelle nella «sinergia tra fede e ragione»!

Tutto ciò, nell’attuale caso francese, potrebbe aggiungere un elemento per convergere alla soluzione fantasiosa di un nuovo romanzo che viene a proposito.

Si tratta di «Soumission» di Michel Houellebecq sui musulmani al potere in Francia.

Lo scrittore nella vignetta di Charlie Hebdo è il romanziere finito in tribunale con l’accusa di fomentare l’odio nei confronti dei musulmani attraverso i suoi libri, dove dice che “l’Islam è la religione più stupida”. Sarà, ma non dopo la «cura Ratzinger»!

Ecco come risolvere il «pericolo Le Pen»: contrapporre alla candidatura di Marina presidente un nuovo astro socialista, ecumenista, dell’islamismo omologato da un loro fac-simile di Vaticano 2º, che incorpori duecento anni di rivoluzione illuminista!

Non ho letto il libro «Soumission», ma posso immaginare la Francia e l’Europa che l’Autore prospetta sotto la direzione islamica. Intanto, anticipo una mia idea per le prossime temute elezioni in Francia del fatidico 1917: fabbricare un François ben Obamah, un «islamista conciliare», che sarebbe per la Francia quel che Barak Obama è per gli Stati Uniti. È vero che lui non è riuscito a placcare nemmeno la diffidenza dei suoi connazionali afro-americani verso le istituzioni che ora lui personifica, ma un Islam illuminista potrebbe, secondo Ratzinger, trovare il modo di pacificare tutta la terra, sì con una generale forzata «soumission», a cominciare dell’apparato bergoglione.

Insomma. Tutto era prevedibile. Basta sentire qui Mgr Lefebvre:

https://www.youtube.com/watch?v=qLNHEHcCvfE

Conclusione inevitabile

Ho citato il libro «Soumission» per il suo titolo espressivo, che rappresenta una previsione fin troppo facile di cosa si deve aspettare della «civiltà illuminista» tanto decantata dei «valori di libertà di coscienza, di opinione e di stampa».

Questi «valori» messi al disopra dei Principi che reggevano l’Ordine della Civiltà Cristiana non sono altro che delirio, proprio com’erano accusati nell’Enciclica «Mirari vos» di Papa Gregorio XVI e in generale nel Magistero dei Papi cattolici. Il suo contrario è l’apertura del «pozzo dell’abisso» descritto nel libro dell’Apocalisse (come da articoli precedenti).

Ma tant’è, viviamo proprio quest’apostasia apocalittica, con degli «anticristi in Vaticano» che sono i primi a contraddire il Magistero e perfino levarsi li scarpe nelle moschee per dare l’esempio della futura sottomissione di tutti alla legge del più violento e convinto di morire per la gloria di Dio.

Uma resposta para “COLPITO IL VANTO DELLA RIVOLUZIONE ILLUMINISTA E CONCILIARE

  1. rui machado janeiro 9, 2015 às 2:29 pm

    Caro srª Arei Daniele,muito obrigado pelo seu email.Tenho seguido os escritos do seu blog. Tomei conhecimento do seu trabalho pelo Revº Pe Mário da Cruz (incardinado em Itália) em 2009.Cheguei a estar às portas de sua casa com o Revº Pe Anselm Ettelt, mas creio que não se encontrava em casa nesse dia.Felicito-o pelo seu árduo trabalho em defesa da Fé.Um feliz ano 2015.PAX

    Date: Fri, 9 Jan 2015 10:16:02 +0000 To: rui-machado@hotmail.com

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