Pro Roma Mariana

Fátima e a Paixão da Igreja

Commento conferenza di Milano, 15/11/2014, tenuta dall’I.M.B.C.

P.Ricossa2

La Tesi di Cassiciacum, oggi: irrealtà, trascuranza, paralisi.

( seconda parte)

  1. C) Attenuazione della lotta contro l’eresia.

Al contrario, la neo-Tesi, come esposta a Milano, va nel senso dello scolorimento e inapplicazione dell’equazione dogmatica: modernismo = somma di tutte le eresie.

Sì, si parla di “professione abituale dell’eresia” da parte del “Papa-materiale”, ma subito si attenua questo giudizio dicendo che non si può dire che sia l’eresia il contenuto positivo dell’obex, cioè del rifiuto del papato da parte dell’eletto.

Infatti si dice: “l’obex cioè il rifiuto di assumere il papato riguarda un fatto interiore dell’eletto, difficile da riconoscere per la Chiesa e di per sé insondabile”. Cioè l’eresia di un Bergoglio (per non dire degli altri)-eresia pregressa rispetto all’elezione-sarebbe davvero così difficile da giudicare e addirittura “insondabile”?

Oppure il relatore pensa chel’obex in questione sia una generica volontà di non-fare-il-Papa cioè di non-voler- fare-il-bene-della-Chiesa e non una positiva eresia ?

Ovverossia, considerando ” i frutti “cioè le conseguenze a posteriori, l’oratore può pensare che l’obex sia semplicemente un “non voler fare” (egli tornerà su questo concetto di pigrizia o negligenza) e non una positiva volontà eretica di continuare a distruggere le ultime apparenze cattoliche nella contro Chiesa modernista ?

E come si può dire: “… Noi oggi come ieri diciamo a chiunque occupi un posto d’autorità nella chiesa-se veramente sono in buona fede (sic!) E vogliono il bene della Chiesa (doppio sic!!)… Facciano il loro dovere e quindi non solo condannino gli errori (l’eresia comincia ad essere per lo più definita come “errore”, come nella FSSPX) ma chiedano conto a chi è responsabile di questi errori…”, cioè al “Papa-materiale”.

Dunque gli eretici modernisti-udite!-potrebbero essere in “buona fede” e perfino “volere il bene della Chiesa”!

Siamo veramente abissalmente lontani da ciò che il Santo Pio X stabilì nell’Enciclica “Pascendi Dominici Gregis” (1907).

Leggiamo due brevi brani della “Pascendi” ove il Santo padre ci presenta le caratteristiche di coloro che oggi sono definiti dall’oratore di Milano “(forse) in buona fede” e “(forse) volenti il bene della Chiesa  ” cioè della gerarchia della falsa chiesa:

  1. a) “(i modernisti sono) nemici della Croce di Cristo che con arti affatto nuove e piene di astuzia si affaticano di rendere vana la virtù avvivatrice della Chiesa e scrollare dei fondamenti, se venga lor fatto, lo stesso Regno di Gesù Cristo…”
  2. b) “inoltre (i modernisti) nell’adoperare le loro 1000 arti nel nuocere nessuno li supera di accortezza e di astuzia: giacché la fanno promiscuamente da razionalisti e da cattolici e ciò con sì fina simulazione da trarre agevolmente in inganno ogni incauto”.

Altro che “buona fede”! Altro che “volere il bene della Chiesa”!

Ma il relatore essendo un uomo di profondi studi teologici ben conosce tutto questo, e infatti non nega che l’eresia “venga proferita abitualmente”. Egli mira ad un altro obiettivo e ripete più volte: “sì, proferiscono l’eresia ma quello che sono dentro non possiamo deciderlo, ci vuole un’autorità (dotata di giurisdizione-sottinteso)!”. Se traduciamo vuol dire: “con le labbra dicono l’eresia ma la loro intenzione potrebbe essere buona!”.

In effetti insiste l’oratore dicendo: “potrebbero essere convinti di diffondere il Vangelo -possono essere convinti che quello che insegnano corrisponda al Magistero della Chiesa perché convinti che tale magistero sono loro stessi…”. L’oratore ancor prima aveva affermato testualmente: “uno può sostenere un eresia enorme per negligenza (stesso concetto utilizzato nella rivista “Tradizione” gennaio 2014, da don M. Tranquillo della FSSPX rispetto ad atti “doverosi” che un Papa può non compiere. Qui l’oratore lo usa in senso positivo: “per negligenza” un ” Papa-materiale” sostiene “un’ enorme eresia”).

In altro luogo si dice testualmente: “quanto all’obex che è nascosto abbiamo visto la difficoltà: noi le intenzioni interne non le giudichiamo, né di Montini, né di Woijtila, né di Ratzinger, né di Bergoglio: che cosa c’è nel loro animo? Vogliono il bene della Chiesa o vogliono distruggerla ? Sono affiliati a qualche setta o sono cattolici in buona fede ? Sono modernisti che mettono insieme l’agnostico il credente. È questo il problema: il modernismo ! Vi sono degli studi di P.De Lauriers sulla patologia della fede (L’Abbé La Roque, FSSPX, il 9 novembre 2014, pronuncia un’ omelia a Parigi in cui più di 20 volte parla di “Chiesa malata” (affermazione eretica) e di malattia cioè di “patologia”) che fa sì che vi siano delle persone in una coscienza falsata-allora noi non giudichiamo (non ricorda il geniale “chi sono io per giudicare?”bergogliano ?): magari, secondo un’ipotesi benevola (sic!), pensano che sia l’unico modo di evangelizzare l’uomo moderno (sic!!!); Noi non dobbiamo badare a quello che sono all’interno, questo lo sa Dio,… Quindi giudichiamo gli atti esteriori che non possono, nella loro natura intrinseca, procurare il bene della Chiesa, ed essendo compiuti non in maniera accidentale ed episodica ma abituale e costante, è impossibile che Cristo faccia questo insieme a loro (ai modernisti)…”.

Tutte queste assurde, irreali e scandalose supposizioni mirano a un solo obiettivo: insinuare con forza che l’eresia professata sia inconsapevole cioè non formale, cioè solo “materiale”: dovuta a un’intenzione compulsiva, disordinata (“patologica” si dice) negligente (un semplice “non voler fare” o “far male una cosa”) di “fare il bene della Chiesa”.

Eresia dunque “medicabile” che non comporta esclusione dalla Chiesa (infatti secondo la vera dottrina l’”eretico materiale” non è altro che il semplice credente che per sbaglio-non conoscendo o male comprendendo-nutre una credenza errata e che ripreso, subito si corregge) ma addirittura è degna di un intervento divino di guarigione (l’oratore accenna alla “reviviscenza”) per il quale i cattolici dovrebbero pregare (i rosari di Mons. Fellay ?).

Per chiarire ulteriormente analizziamo ora tre punti contenuti nelle parole dell’ oratore:

1) dice l’oratore:” noi le intenzioni interne non le giudichiamo…”, Come fosse una cosa ovvia -scritturale- per dei cristiani non giudicare le intenzioni.

In realtà esse sono teologicamente (e naturalmente) molto importanti: ciò è mostrato anche dai sacramenti la cui validità ed efficacia dipende anche dall’intenzione dell’officiante di fare ciò che ha sempre fatto la Chiesa. In effetti Papa Leone XIII afferma in “Apostolicae Curae” (1896):

“… Riguardo alla disposizione o intenzione, essendo di per sé qualcosa di inferiore la Chiesa non giudica, ma dal momento che si manifesta all’esterno, deve giudicarla

al contrario se il rito viene cambiato… Per respingere ciò che fa la Chiesa… allora è chiaro che manca non solo l’intenzione necessaria al sacramento ma che c’è anzi un’intenzione contraria e opposta al sacramento”.

Lo stesso nostro Signore Gesù disse (Mt 7:15, 16): “guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste da pecore; ma di dentro sono lupi rapaci li conoscerete da’ loro frutti”.

Qui il Signore Gesù ci sta addestrando, dicendoci di stare attenti ai falsi profeti camuffati “da pecore” (con vesti bianche papali?): Dai loro frutti capiremo come sono fatti “di dentro”, cioè “che hanno intenzione” di sfruttare e predare le pecore .

Al contrario dell’ oratore di Milano, N.S. Gesù Cristo ci insegna non solo giudicare, ( Lc 6: 32 ; Gv 7:24 ) se i “frutti” sono “intrinsecamente” buoni o cattivi, ma anche a riconoscere se il “profeta” che abbiamo innanzi è un buon profeta o un lupo rapace, cioè il suo “di dentro”, cioè proprio le sue intenzioni !

2) l’oratore si fa poi queste domande riferendosi ai falsi papi modernisti: “vogliono il bene della Chiesa o vogliono distruggerla? Sono affiliati a qualche setta o sono cattolici in buona fede?”. E subito risponde: “sono modernisti che mettono insieme l’agnostico con il credente. È questo il problema: il modernismo!”.

A prima vista sembrano interrogativi retorici: un modo per suggerire una risposta scontata, che si presuppone il lettore conosca già. Ma è proprio così? Purtroppo non è così.

Il significato del ragionamento si cela nella frase: “è questo il problema: il modernismo!”.

Ma il modernismo per la Chiesa non è un problema! Cioè è un problema risolto, quindi non è più un problema: il modernista una volta riconosciuto in base alla definizione della Chiesa, in quanto appartenente a un eresia già condannata, è fuori dalla Chiesa, come lo sono i luterani, gli “ortodossi”, gli appartenenti alle false religioni e tutti coloro che abbracciano ideologie condannate (comunismo, nazismo eccetera).

Dov’è il problema ?

Ma effettivamente, per l’oratore di Milano, un problema sembra esservi, si comprende dalle sue parole: “… Sono modernisti che mettono insieme l’agnostico con il credente…”.

Evidentemente questo strano “miscuglio” mette in profondo imbarazzo l’oratore portandolo a ipotizzare, lo abbiamo visto, addirittura che modernisti possano “volere il bene della Chiesa” (almeno nella loro “parte buona”). E che siano sì degli eretici, ma solo “materiali” cioè dei cattolici che errano senza saperlo (“credono di essere essi stessi il magistero della Chiesa…” ), per una “patologia”, o per “negligenza”.

In realtà, così facendo, non si spiega nulla ma si attenua (oggettivamente favorendo la) la terribile realtà dell’eresia modernista, descrivendola in modo distorto e irreale come fosse un eresia minore di altre, non individuabile e più labile.

Ma gli eretici modernisti che hanno quasi distrutto la Chiesa cattolica (distruggerla interamente è impossibile! [Mt 16,18]) non corrispondono assolutamente al patetico( e/o patologico) ritratto che ne fa il conferenziere.

[D’altra parte l’oratore in quanto autore di una biografia ben fatta su Roncalli ( titolo: ” Il papa del concilio”) dovrebbe conoscere benissimo la perfidia, ipocrisia e pericolosità che contraddistinguono questo tipo di eretici. Per esempio, sul papa “buono” scrive: “come abbiamo visto tutti gli indici convergono: Giovanni XXIII non ha fatto opposizione alla massoneria, anzi l’ha favorita, ne ha sposato-almeno in parte-i principi; ha sostenuto la possibilità di essere nello stesso tempo cattolico e massone, e, coerente con questa posizione, è stato probabilmente iniziato lui stesso alla massoneria…”.].

Papa San Pio X, in nome di Cristo e della S. Chiesa, fa una descrizione ben più aderente alla realtà di tali eretici (anche in relazione al fatto che essi siano “credenti”). Sta scritto nell’Enciclica “Pascendi”:

“… fin qui venerabili fratelli del modernista considerato come filosofo… Se ora vogliamo conoscere in che modo, nel modernismo il credente si differenzi dal filosofo conviene osservare che quantunque il filosofo riconosca come oggetto della Fede la realtà divina pure questa realtà non altrove l’ incontra che nell’animo del credente, come oggetto di sentimento e di affermazione … che esista poi essa in sé medesima fuori di quel sentimento e di quell’affermazione a lui punto non cale…”

Poi il Santo padre descrivendo l’atteggiamento sentimentalistico, filo-protestante, irrazionale e pseudo mistico manifestato dai “credenti” modernisti nella loro “esperienza religiosa” finisce con l’esclamare:”quanto siamo qui lontani dagli insegnamenti cattolici! Simili vaneggiamenti li abbiamo già uditi condannare dal Concilio Vaticano (I)”.

3) l’oratore dice: “… I cattolici possono pensare che Dio farà un miracolo… Che Dio darà a questi (gli eretici modernisti) grazie particolari per agire”.

Ma davvero i cattolici-osservando il modo di agire di Dio e i suoi propositi rivelati-possono pensare questo, cioè che il Signore possa nutrire il proposito di convertire gli eresiarchi (cioè la gerarchia apostata, in primis l’impostore falso- papa) ?

Dice la Sacra Scrittura:

  1. Mt 13:14,15: “… E si adempia in essi la profezia di Isaia che dice: voi udrete… E non intenderete, guarderete con i vostri occhi e non vedrete… affinché… non intendano con il cuore, e non si convertano e Io non li guarisca”.
  2. Mt 15:13,14: “Egli rispose: “ogni pianta non piantata dal Padre mio celeste, sarà sradicata; lasciateli, sono ciechi che guidano dei ciechi ora se un cieco guida un altro cieco, tutte due cadranno nella fossa”.
  3. Rm 11: 7B-10: “… Che dunque ? Quel che cerca Israele (gli apostati che hanno rigettato Cristo) non l’ha ottenuto, l’hanno ottenuto gli eletti. Gli altri sono stati accecati, conforme sta scritto: diede loro Iddio uno spirito di stordimento, occhi da non vedere, orecchie da non sentire, e Davide dice: “La loro Mensa (la falsa eucarestia ?) Sia per essi un laccio e un cappio e giusta punizione (1 Co 11:29); siano oscurati i loro occhi da non vederci più e la loro schiena incurvata del tutto“.
  4. 2Tm 3:12,13 “… Del resto tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo, saranno perseguitati. Ma i malvagi e gli impostori andranno di male in peggio, ingannatori e ingannati nello stesso tempo”.
  5. 2Pt 2: “vi furono però tra il popolo falsi profeti come pure tra voi vi saranno dei maestri bugiardi introdurranno sette di perdizione che rinnegheranno quel
  6. Signore che li ha riscattati… Ma la loro perdizione non dorme… Questi sono fontane senza acqua… E ad essi è riservata la caligine tenebrosa”.
  7. Ap 19:20: “e fu acciuffata la bestia e il falso profeta (la falsa religione ecumenista)… I due furono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente per zolfo”.
  8. Ap 20:9,10 : “e scelse fuoco dal cielo e li divorò e il diavolo loro seduttore fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove già sono la bestia e il falso profeta”.

Ma qual è la causa del loro accecamento cioè della irrimediabile condanna degli eretici modernisti ?

La Parola di Dio lo spiega sinteticamente:

Mt 12:22: “e chiunque avrà parlato contro il Figliol dell’uomo sarà perdonato; ma a chiunque avrà parlato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato né in questo secolo né nel futuro”.

Commenta l’abate G. Ricciotti: “La Fede è dono dello Spirito Santo, che attira ad essa per mezzo di argomenti di credibilità ma chi contorce in senso opposto la forza dimostrativa di quegli argomenti… Pecca contro lo Spirito Santo che ne è l’autore e si ostina per sempre nel suo accecamento”.

Lo stesso S. Tommaso afferma ( Sum. Th. II-II, Q.14, art.2):”…le specie suddette (sei specie di peccato contro lo Spirito Santo) convengono bene al peccato contro lo Spirito Santo …Esse sono desunte dall’eliminazione o dal disprezzo di quanto può trattenere l’uomo dal peccato…i doni di Dio che allontanano dal peccato sono due: il primo è la conoscenza della Verità. E contro di esso sta l’impugnazione della Verità conosciuta, che consiste nell’impugnare le verità di Fede conosciute per peccare con maggior licenza.”.

E’ esattamente quello che è accaduto agli eretici modernisti !

Avendo ritenuto il giogo di Cristo sgradevole e pesante, l’hanno cambiato ( con quello di Satana)” impugnando le verità di Fede conosciute, per peccare con maggior licenza”, peccando contro lo Spirito Santo ( mediante il Quale Cristo ha donato agli uomini tutti i mezzi di salvezza) e, così facendo, precludendosi con le proprie azioni malvagie la via del perdono di Dio.

Questo è accaduto (specialmente a partire dal conciliabolo Vaticano II): gli orgogliosi eretici modernisti, legati a doppio filo alla massoneria, si sono opposti consapevolmente al Deposito della Fede, difeso e glorificato con moltissimi argomenti( contorti in senso opposto mediante la c.d. teologia storico-critica) nei secoli dal Magistero Ordinario Universale e dal Magistero Infallibile della Santa Chiesa cattolica; per questo motivo, peccando contro lo Spirito Santo, sono stati da Dio espulsi dalla Santa Chiesa cattolica,

condannati all’accecamento perpetuo e condannati allo “stagno di fuoco” (come del resto è accaduto realmente a tutti gli eretici nella Storia).

Noi crediamo che considerando tutto ciò (ma molto di più è mostrato nella Sacra Bibbia e nella Sacra Tradizione) i cattolici possono pensare che possa essere un grave peccato “sperare e pregare” per tali eresiarchi ( opposizione alla manifesta volontà di Dio ).

Certo, vi può essere un’ultima obiezione: non è scritto( 1Tm. 2:4) che Dio vuol che tutti gli uomini si salvino ? E nella stessa liturgia del Venerdì Santo non si prega per la conversione degli eretici( e giudei e scismatici ) ?

Quindi cosa impedisce di pregare per i ” gerarchi “ modernisti? La risposta è :

  • E’ vero: il Signore vuol che tutti si salvino e pervengano al riconoscimento della Verità; ma ci fa anche vedere come molti, di fatto, si perdano per proprio specifico ostinato peccato. Ed è questo, come mostrato, il caso degli orgogliosi eretici modernisti.
  • Inoltre è errato invitare i fedeli a pregare contro e non tenendo conto di quanto stabilito dalla Chiesa e cioè:
  1. a) gli pseudo-vescovi modernisti in quanto eretici secondo-vaticanisti sono fuori della S.Chiesa e dunque non possono agire in ciò che competerebbe alla cattolica gerarchia.
  2. b) gli pseudo-vescovi modernisti non sono stati consacrati validamente e quindi non possono essere titolari di alcuna azione propria della dignità episcopale
  3. c) anche se gli pseudo-vescovi modernisti improvvisamente si convertissero al cattolicesimo non potrebbero comunque assumere dignità e ruolo episcopale nella S. Chiesa in quanto individui intaccati da pregressa eresia (nello specifico: eresiarchi), secondo quanto recita la Bolla dogmatica di papa Paolo IV” Cum ex Apostolatus” “[ i vescovi caduti in eresia]…siano…per il fatto stesso e senza bisogno di alcuna altra procedura di diritto o di fatto interamente privati in perpetuo…della loro dignità…per cui anche se prima abiurassero… tali eresie, mai e in nessun momento potranno essere riabilitati nel loro primitivo stato etc…”.Dunque per chiudere questo punto: sì, nel modernista c’è l’agnostico e il credente, ma il “credente” non è cattolico ma eretico, e ciò non dovrebbe costituire alcun imbarazzo né “problema” per il cattolico che si trova nella necessità di dover discernere, in quanto, sia le caratteristiche di simili eretici modernisti, sia l’atteggiamento da tenere verso i medesimi è materia già da tempo definita infallibilmente dalla Santa Sede.

Comunque anche mezzo secolo dopo di San Pio X, subito prima del conciliabolo, vi fu chi nella gerarchia di allora-ancora in gran parte cattolica-si accorse della tragedia che stava accadendo; per esempio Mons. A. Romeo (1902-1979), della Sacra Congregazione dei seminari e università, in un suo articolo denunciava per la prima volta (in quel periodo), l’esistenza di una cospirazione, articolata da parte dei settori neo-modernisti che operavano all’interno della Chiesa.

Mons. Romeo lo definiva: “… Un gruppo che infaticabilmente si agita per aprire sempre più larghe brecce nell’edificio sovrumano della Fede cattolica… Tutto un incessante lavorio di termiti (altro che la negligenza o pigrizia dell’oratore di Milano!) agitantisi nell’ombra, a Roma e in tutte le parti del mondo, costringe a intuire la presenza attiva di un piano completo di aggiramento e sgretolamento delle dottrine di cui si forma e si alimenta la Fede cattolica (R.De Mattei-il conc. Vat II- Ed. Lindau- 2010).

Si potrebbe continuare a lungo ma non occorre, il punto è chiaro: Il modernismo è il nemico più malvagio, astuto e micidiale che la Chiesa cattolica abbia mai avuto.

Una mistura diabolica di eresie ammantate di una apparenza accattivante che solo il principe di questo mondo poteva confezionare.

Molto triste e inquietante è che certi uomini di Chiesa , a più di cinquant’anni dalla Grande Apostasia del conciliabolo Vaticano II, dopo aver lottato valorosamente per decenni difendendo la vera Chiesa senza timore, mostrino oggi confusione, ambiguità e debolezza (effetto progressivo dell’errata filosofica tesi?[Col.2:4,8]) sull’argomento così decisivo della lotta all’eresia modernista. (fine seconda parte)

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