Pro Roma Mariana

Fátima e a Paixão da Igreja

Commento conferenza di Milano, 15/11/2014 Tesi diCassiciacum, oggi: irrealtà, trascuranza, paralisi.

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(ultima parte)

  1. D) Totale assenza nella Tesi di qualsiasi riferimento alle profezie bibliche e mariane sulla futura Grande Apostasia.

Nella conferenza di Milano, oltre ad accantonare la questione della SS. Fede cattolica e della lotta all’eresia modernista, si trascura completamente (e volutamente) di considerare la situazione della Chiesa (e dei suoi nemici) alla luce delle profezie sulla futura (oggi attuale) Grande Apostasia.

Perché questa trascuranza delle profezie? Sono esse non necessarie o di poco valore o, ancora, non pertinenti al fine di comprendere e re-agire nei tempi oscurissimi in cui viviamo ?

Non è di certo così. San Tommaso d’Aquino ci mostra chiaramente il grandissimo valore delle profezie divine (Sum.Th.II-II,Q. 174, art.6):

  • “La profezia come si è detto (art. 2) è ordinata la conoscenza della Verità divina-la cui considerazione non solo ci istruisce sulla Fede, ma anche ci guida nell’operare, secondo le parole del salmo (42,3): “manda la tua verità e la tua luce: siano esse a guidarmi”… Per quanto riguarda infine la guida degli atti umani, la rivelazione profetica varia NON secondo la successione dei tempi MA secondo la gravità delle circostanze: poiché sta scritto (Pr. 29,18) che “senza la rivelazione profetica il popolo diventa sfrenato”.Perciò in tutti tempi gli uomini furono istruiti da Dio sulla loro condotta, come era richiesto dalla salvezza degli eletti”.

Infine San Tommaso specifica:

“in ogni tempo non mancarono mai persone dotate di spirito profetico-non per rivelare nuove dottrine di Fede, ma per guidare la condotta degli uomini”.

Cosa si ricava dalle parole di San Tommaso ?

1) Le profezie sono finalizzate alla conoscenza della Verità di Dio, dei suoi propositi e avvenimenti futuri, affinché i fedeli abbiano una guida nel loro operare (2Pt 1,19).

2) La profezia è espressa secondo la gravità delle circostanze.

3) La profezia non rivela nuove dottrine, ma è mandata da Dio per guidare la sua Chiesa, cioè “per la salvezza degli eletti”.

Non è compito di questo scritto scendere nel particolare delle profezie-numerose!-riguardanti la futura Grande Apostasia della gran parte della gerarchia e dei fedeli che fecero parte della Chiesa cattolica .

In questo scritto ci preme solo mettere in rilievo: sia la grandissima importanza di tali profezie , tutte approvate dalla S. Chiesa cattolica in quanto provenienti da Dio e della sua Santissima Madre, sia tre loro grandi caratteristiche :

1) la loro precocità e frequenza nella predicazione divina nel corso dei secoli (da Genesi a Maria SS. a Fatima).

2) La loro accuratezza crescente nel denunciare le caratteristiche della Grande Apostasia (cessazione del sacrificio, caratteristiche morali/sociali/politiche, occupazione eretica del seggio di Pietro, tradimento del clero, individuazione dei periodi etc.etc.).

3) intervento profetico finale di Maria SS. Madre di Dio nell’avvertire il suo popolo-la Santa Chiesa cattolica-della catastrofe imminente ( Quito, La Salette, Lourdes, Fatima).

Sì, alla fine, “secondo la gravità delle circostanze”, il Signore ha mandato Maria SS.

stessa, sua Madre, la Regina degli Apostoli ( del Papa e dei Vescovi), Colei, unica, che fu concepita senza peccato originale, per avvertire la Chiesa dei castighi incombenti e prescrivere la penitenza (al fine di evitarli).

Ma evidentemente la Chiesa ha reagito a tali avvertimenti della SS. Madre con tiepidezza: non ha obbedito con lo zelo dovuto; cosicché se la pagana Ninive fu risparmiata, i nostri padri, e noi stessi, no!

Ancora oggi qualcuno, in modo assolutamente sconsiderato e colpevole, accusa di “Apparizionismo” quei cattolici che cercano ispirazione e guida nelle parole che Maria SS. ha rivolto ai veggenti durante le sue autentiche apparizioni, in questi ultimi secoli.

Nel 1958, con l’elezione del massone Roncalli, cominciò ad abbattersi un’ultima tremenda punizione, più volte preannunciata: la Grande Apostasia di gran parte del clero cattolico e di milioni di laici. Teniamo presente un fatto: in questo modo, così devastante e radicale , non era mai accaduto prima !

Questo è vero, ma se tanti vescovi e sacerdoti cattolici avessero ascoltato Maria Santissima con più Fede e zelo, la reazione cattolica sarebbe stata ben più massiccia ed efficace, e milioni di anime sarebbero state ben più tutelate.

Ora la Chiesa cattolica è ridotta a un piccolo resto, che il Signore stesso ha strappato dalla bocca del leone. È suo il merito ! Non dovremmo rispondere con rinnovato Amore, Fede e zelo ?

La Chiesa, il Rimanente, non può essere distrutta ed è propriamente questo fatto che noi constatiamo nella sussistenza del vero Sacerdozio Apostolico, e della vera Messa con il Sacrificio del Corpo di Cristo sacramentato.

Maria SS. ci avvertì nel segreto di La Salette (ma non solo) che “Roma” avrebbe “perduto la fede” che sarebbe divenuta “la sede dell’anticristo”.

Poi la profezia continua e illumina tempi ancora futuri: la Madonna ci fa sapere che dopo questo (la Grande Apostasia) non verrà subito la Fine, la Rivelazione di Cristo,

ma accadrà che “Dio si occuperà sempre dei suoi più fedeli servitori e degli uomini di buona volontà”; e dunque: “il Vangelo sarà predicato ovunque; tutti popoli e tutte le nazioni conosceranno la Verità di Dio. Allora potrò chiamare gli Apostoli degli ultimi tempi…”.

Sarebbe facile mettere in evidenza la profonda armonia esistente tra tutte le profezie: nella loro ricchezza e complessità, tutte ci fanno vedere che il Cuore Immacolato di Maria Santissima trionferà; che la Chiesa sarà riedificata (per far conoscere alle nazioni, definitivamente, la Verità di Dio); così che Maria Santissima trionferà e con Lei il Regno celeste del Figlio Suo N.S. Gesù Cristo.

Certo tutti i cattolici vorranno cooperare con questo piano di salvezza di Dio ma noi crediamo che ciò sia possibile solo se purifichiamo il nostro spirito dalle idee errate, sostanzialmente estranee alla pura Fede cattolica, che, a causa della nostra debolezza, vi sono penetrate. Ora questa santa Dottrina cattolica, ricchissima di verità celesti meravigliose, implica anche i seguenti punti da credere, definiti solennemente dalla S.Chiesa e derivanti dalla sua dolorosa lotta contro l’eresia:

1) l’eretico non può essere Papa (né ottenere nessun incarico nella Chiesa) in quanto, non possedendo la SS. Fede, non fa parte della Chiesa[validità imperitura della bolla dogmatica di papa Paolo IV “Cum ex Apostolatus” (1559); questa bolla, data la sua imperitura validità, è annoverata tra le fonti del Codice di diritto canonico del 1917, can. 188 eccetera]. Ne risulta l’invalidità completa di tutti i conclavi e correlative elezioni di massoni (scomunicati dalla Chiesa) eretici notori e loro fiancheggiatori ; e la decadenza immediata dall’ufficio usurpato dell’eletto.

2) Invalidità assoluta del Pontificalis Romanus. Avendo i modernisti, mutato la forma del sacramento dell’ordine ed essendo le loro intenzioni manifestatamente malvagie, ne risulta l’invalidità assoluta di tutte le ordinazioni episcopali( e presbiteriali ) fatte con il Pontificalis Romanus del 1969 (eresiarca Paolo VI). Tale giudizio è perfettamente corrispondente con la dottrina della Chiesa espressa in occasione delle ordinazioni anglicane e fissata da papa Leone XIII nella lettera apostolica Apostolicae Curae (1896).[vedere anche lo studio approfondito sulla questione di P. A.Cekada, “Absolutely nul and utterly void” (1968)].

3) Virtù di Epicheia .Data la situazione mondiale di assoluta necessità per la sopravvivenza della Santa Chiesa e per la salvezza delle anime, è necessario e doveroso per i cattolici rigettare ogni legalismo e applicare la virtù di Epicheia

(come mostrato dallo stesso Signore Gesù Cristo rispetto alla Legge divina del Sabato; vedi sant’Alberto Magno). Questo dovere riguarda in primo luogo i Vescovi cattolici superstiti e dovrebbe comportare:

  1. a) Ecclesia supplet ! Data la sede vacante, i vescovi cattolici sparsi nel mondo, professanti la pura Fede Cattolica, devono riappropriarsi dell’esercizio della piena giurisdizione canonica di supplenza , coordinando strettamente la loro azione di guida dei fedeli e ricostruzione della Chiesa (in primis, consacrazione di nuovi vescovi).
  2. b) ristabilimento dell’ordine nella Chiesa cioè dell’autorità gerarchica attraverso un Concilio generale imperfetto.

Tra le quattro note della vera Chiesa di Cristo (simbolo niceno-costantinopolitano) vi sono unità, cattolicità, apostolicità. Dice Mons.P.Parente (dizionario teologia dogmatica per laici, Ed. Studium 1943): “… Si osservi però che queste proprietà costituiscono le tessere di riconoscimento delle note individuanti della vera Chiesa non in quanto hanno la loro origine dal principio soprannaturale latente che regge la compagine dell’organismo ecclesiastico, ma in quanto esternamente e visibilmente si manifesta negli occhi di tutti come l’effetto di quella virtù misteriosa.

Per esempio, l’unità è una nota della Chiesa non in quanto le anime sono spiritualmente unite attraverso la Fede… Ma in quanto… Milioni di uomini che professano la stessa Fede… Che si accostano gli stessi sacramenti… Ubbidiscono agli stessi pastori.”.

Oggi i cattolici, il piccolo gregge, nutrono la stessa antica Fede e si accostano glistessi veri Sacramenti di sempre, ma mancano di unità gerarchica e dei segni visibili di questa unità.

Il Pastore è stato colpito, il gregge disperso: Dio ha permesso che accadesse in quanto punizione per le nostre infedeltà. È vero.

Ma ciò non vuol dire che cattolici debbano crogiolarsi in questa condizione-assenza di unità visibile della Chiesa- come se fosse volontà positiva del Signore.

L’antico popolo dell’alleanza fu esiliato, per i suoi peccati, a Babilonia, ma certo il Signore non voleva che si accomodasse e vi permanesse!

Quindi dobbiamo pregare e operare affinché questo tempo di dispersione passi e la Chiesa torni nell’ordine, in quanto Corpo Mistico di Cristo e sua Sposa Immacolata.

Crediamo che nessuno debba abituarsi a tale situazione: dispersi in tante piccole comunità… come protestanti !

Dunque i cattolici, con alla testa il loro vescovi, non dovrebbero desiderare ardentemente di tornare alla loro “Gerusalemme” terrena ? Non dovrebbero con tutto il cuore pregare il Signore che il castigo passi e spargere davanti al suo Sacratissimo Cuore le loro lacrime ? E operare di conseguenza?

4)condanna formale degli eretici modernisti, ad personam e sconfessione solenne “dall’alto” delle loro false ed eretiche dottrine, dichiarazione di nullità di ogni loro atto giuridico (canonizzazioni, consacrazioni etc.).

5) ripresa solenne della missione nel mondo per la conversione dei popoli e la salvezza delle anime.

Torniamo dunque, cari fratelli cattolici, alla pura dottrina della santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, come espressa dal suo Magistero Ordinario Universale e dal Magistero infallibile di Pietro fino al regno di papa Pio XII !

Rigettiamo qualsiasi aggiunta “filosofica” (o sottrazione “politica”) (Ap. 22:18,19) a tale Santissima Fede, fondamento e potenza della Chiesa !

La Parola di Dio non ha bisogno di subordinarsi a tali arti per essere spiegata e avere efficacia nel mondo, ma sono, viceversa, le scienze mondane che assumono una qualche utilità per l’uomo nel momento in cui vengono integralmente informate e illuminate da Essa.

È passato più di un quarto di secolo dall’”intervista” di Mons.G.De Lauriers e dalla sua morte.

Si poteva e si doveva fare una scelta: togliere di mezzo l’ ambigua “filosofica” distinzione materialiter/formaliter (producente la sussistenza del “mezzo -papa” eretico), evidenziando, d’altra parte, giudizi positivi, fondati sulla realtà, del suo elaborato (distinzione vera/falsa Chiesa, invalidità degli ordini sacri modernisti, validità temporanea della tesi, uso dell’Epicheia etc); tornando così alla teologia cattolica tradizionale, basata sul deposito della fede, sull’infallibile insegnamento della Chiesa (fino al 1958) e sull’aderenza alla realtà oggettiva.

Purtroppo, a Milano si è fatta la scelta opposta: quella di eliminare (semplicemente non nominandoli) quegli aspetti positivi, con un’ unica negazione esplicita di uno di quegli aspetti allorquando si afferma non esser vero che Mons. G.De Lauriers concepisse la sua Tesi come temporaneamente valida. Si dice:

“nella tesi di Cassiciacum del 1979 (Cahier n°1) G.De Lauriers usa egualmente il termine “comparsa” (e “sosia”) riferendosi a Paolo VI, papa materialiter (secondo la tesi), rispetto al quale non vi era nessun problema di valida ordinazione, in quanto costui semplicemente si presentava come Papa mentre non lo è; nel linguaggio di padre Guérard il termine “comparsa” non significa nulla di particolare”.

Ma noi non sembra affatto che le cose stiano così. Nel senso che Mons.G. De Lauriers applica, di fatto, questo termine conferendogli due significati rispetto a due diverse situazioni storiche: una reale, un’altra possibile.

1) Cahier n°1, 1979: Paolo VI validamente consacrato ed eletto( secondo la “tesi”) è, purtuttavia, papa solo “materialiter” (“comparsa” dotata di giurisdizione) avendo mostrato con i suoi atti malvagi (conc. Vaticano II, novus ordo missae, pontificalis romanus etc) di non aver accettato (obex) il mandato di Cristo.

2) Intervista del 1987, padre Guérard afferma: “… Ciò nella sola misura in cui una “gerarchia” che lo è soltanto “materialiter” può perpetuarsi. Una tale perpetuazione non è, ex se, impossibile. Essa richiede tuttavia espressamente delle consacrazioni episcopali che siano certamente valide . E poiché il nuovo rito è dubbio, gli “occupanti” (della sede Apostolica) ben presto non saranno più che delle “comparse” (sottolineature nostre)”.

Nel primo caso l’occupante è “comparsa” in quanto papa solo “materialiter” avendo mostrato a posteriori, con i suoi atti malvagi, di non avere accettato il mandato di Cristo pur essendo stato validamente consacrato vescovo ed eletto. In questo caso sussisterebbe la gerarchia e conseguente giurisdizione ( la “residenzialità” dell’episcopato -secondo la Tesi ).

Nel secondo caso l’occupante è “comparsa” in quanto non è stato consacrato validamente vescovo, ne può più esserlo (anche se ne avesse l’intenzione) essendo stato abolito il vero Sacramento dell’Ordine. In questo caso non vi sarebbe più gerarchia, né giurisdizione (ma quest’ultima cosa non viene affermata esplicitamente, pur essendo conseguente).

Inoltre, mentre nel primo caso il fattore temporale non interviene, nel secondo è decisivo, sussistendo la vera gerarchia solo in coloro che sono validamente ordinati al sacerdozio ( cioè finché sono in vita).

Ma anche su tutto ciò l’oratore “va veloce” minimizzando punti fondamentali con frasi del tipo: “checché ne sia della validità della consacrazione episcopale con il nuovo rito, in ogni caso non tange che una persona-anche un laico-secondo Pio XII, possa essere eletta al papato…”.

Sì ma resta il fatto che anche per il laico eletto Papa la consacrazione episcopale resterebbe -sempre secondo Pio XII- una tappa ineludibile e assolutamente necessaria. Ma quale consacrazione sarebbe possibile-pur avendone l’intenzione -se l’attuale pseudo- sacramento è invalido ?

Ma, in fondo, tornando alla realtà, non è forse evidente, nella pseudo- gerarchia ecumenista, priva del VERO Sacramento dell’ordine, oltre che della Fede cattolica, la mancanza di qualsiasi “Grazia di stato” effetto specifico proprio di quel Sacramento, ora mancante ? Come sarebbe possibile sennò il loro odio per il Cattolicesimo, loro diffamazione verso la storia della Chiesa, la loro corruzione morale, la loro “immensa simpatia” per questo mondo, la loro volgarità e sguaiataggine?

Infine: la “Tesi di Milano” non riesce ad essere illuminata dalla divina Parola e non tiene conto della Tradizione cattolica.

Così si rimane accecati – non tenendo in conto alcuno la tremenda realtà della Apostasia che tutti viviamo .

Così non si riconoscono più con chiarezza i nemici acerrimi della Chiesa e si attenua la lotta contro di essi, cadendo, per contro, in una paralisi legalistica che trascura completamente le necessità universali della S.Chiesa .

Noi speriamo e preghiamo il Signore Gesù , intensamente e con spirito d’urgenza, che coloro che, malgrado l’errore lampante, giudichiamo nostri fratelli cattolici, abbandonino quanto prima l’erratissima Tesi del ”mezzo-papa-materialiter” tornando alla sana Dottrina cattolica ( come definita fino a Pio XII ) e alla Santissima Opera di restaurare la S. Chiesa di Cristo.

Un gruppo di fedeli cattolici                                                       Pasqua del Signore 2015

SOBRE LA AUTENTICIDAD DEL SECRETO, PUBLICADO EN 2000 Y LA SEDE VACANTE

En Fatima, Nuestra Señora dio a los fieles la profecía de la hora de la ruina terrible de la autoridad en la Iglesia… “si no atendieren a mi pedidos”. No les atendieran.

Fue la falla de los «ministros de Jesucristo» dudosos de Su intervención en el mundo.

«Todas las tentativas de Lucia por obtener ese acto de consagración de Rusia resultaron ineficaces. Y muy pronto, en agosto de 1931, es iluminada sobre los secretos juicios de Dios: “Participa a mis ministros que, en vista de que siguen el ejemplo del Rey de Francia, en la dilación por ejecutar mi petición, le han de seguir también en la aflicción. Aunque nunca será tarde para recurrir a Jesús y María.” » (Fátima ante la Esfinge, P. J. M. Alonso, Ed. Sol de Fátima, Madrid, 1979).

La referencia es al caso conocido de la petición al rey Luís XIV de la devoción al Sagrado Corazón de Jesús, transmitidos por medio de Sta. Margarita María de Alacoque, que no fueran atendidos. Cien años después de la solicitud, en 1789, el rey pierde su poder y luego es gigliotinado. La aflicción del Rey fue la caída del Reino, que se quedó decapitado.

Si «Rey» estaba allí por Reino, los «ministros» están por analogía al Papado católico, que se quedaría sin Papa: Sede vacante.

¿No es lo que la visión del Secreto muestra? ¿Una vacancia, pero hasta cuando?

¿La elección al trono de Pedro de prelados desviados que quieren suplir las luces del Cielo con su iluminismo masónico, no es la consecuencia de un ataque virtual, pero letal a la misión del Vicario de la Verdad?

En el cónclave tras la muerte de Pío XII fue elegido Juan 23, que empezó por convocar un concilio y por censurar una señal que reconocía de origen divina.

Sus sucesores hicieran lo mismo hasta Juan Pablo 2, que se apropió del Secreto en beneficio de su culto personal, cubriendo el hecho con otras falsedades y mentiras, ya ilustradas en varios artículos y libros, que vamos resumir.

Sin embargo, Juan Pablo II había leído el Secreto apenas fue electo, como se podría imaginar y como lo hizo saber desde su lecho en el hospital Gemelli a un periodista. Pero, se comportó siempre como si solo entonces, después del atentado, lo había leído. A hermana Lucia llegó a escribir que ansiaba por conocerlo.

El facto es que habló de otro secreto en Alemania, Fulda. Con tal «secreto apócrifo» (ver articulo en sì sì no no, y en www.agerecontra.it de 11.X), desviaba la atención del secreto verdadero. ¡Quería que los fieles creyesen en desastres naturales, non en mutaciones y invenciones religiosas, de las cuales era el actor protagonista!

Mas tarde, engañó aún Hermana Lucia, aludiendo a la conversión de Gorbachev, para obtener de ella la anuencia a la interpretación que iría finalmente desvendar a favor de su atentado en la plaza de San Pedro.

Lo que respecta a Ratzinger: el piensa como el P. Dhanis, que niega la veracidad del Secreto. Pero, como esto non conviene a su popularidad, habla de cosas que pueden ser interesantes para los devotos y para los reporteros curiosos. De todo esto surgen dos hipótesis que apuntan a la responsabilidad del mismo Vaticano actual:

1ª- El testo de la visión del Secreto, sobre el virtual masacre del Santo Padre con su séquito fiel, fue falsificado o mutilado por falsarios en el Vaticano, onde sustituyeran, non solo el testo, pero la misma hermana Lucia, que lo ha confirmado.

2ª- El testo publicado en el año 2000 es autentico y de hecho el papa católico, primer guardián de la verdad, fue virtualmente «eliminado»: quitado de en medio (II Ts 2, 7).

Las dos hipótesis apuntan para el mismo Vaticano: o allí hay falsarios, o allí fue «eliminado» el papa; le falta el pontífice vigilante con su séquito católico, que impiden tales engaños religiosos. Solo de esta manera la Santa Sede habría podido haber publicado cartas falsas propuestas como visiones transmitidas por María Santísima.

De todo modo, estamos delante de la visión de un delito; sea que tal testo fuera forjado, como quieren algunos, sea que es autentico, como creemos, pero fue abusado por Juan Pablo 2, que se apropió del Secreto en favor de su culto personal; non se escapa. ¡Esto si es espantoso! Tan espantoso que muchos prefieren acusar la falsedad, non de los coronados autores de la posible contrahechura, pero del testo publicado en 2000 con el asenso de la Vidente Lucia. No son estos crecientes signos de la apostasía general que se inició con la fallada indignación delante la censura al mensaje de María Virgen, con la disculpa que no se trata de cuestión de fe.

Así, en continuación, la fallada indignación se extendió a lo que cambia el aspecto de la fe a favor del modernismo, que es una herejía: un enorme delito contra la fe.

¿Lo que más ayuda a reconocer la autenticidad del testo publicado?

Como se entiende la explicación no puede venir directamente de los jefes del actual Vaticano, pero viene indirectamente del ignominioso proceder de estos delante el Secreto de Nuestra Señora, que non por esto se debe suponer falso.

¿Podrían estos clérigos haber movilizado una escuadra de técnicos para falsificar aquellas hojas y otra para sustituir la Hermana Lucia? Se lo querían, habría de realizarlo mejor, con un testo más idóneo a ese engañoso designio.

En verdad, el testo fue revelado porque la Providencia divina se sirve también de las tinieblas mentales de los potentes para hacer llegar la verdad a los hombres de buena voluntad. Pero, estos deben aplicarse a la comprensión de la señal divina verificando las cuestiones llave de la tercera parte, que podemos chamar aquí Tercer Secreto.

1 – ¿En esta parte hay palabras de Nuestra Señora? Respuesta: ciertamente.

2 – ¿Tales palabras siguen la frase “en Portugal se conservará siempre el dogma de la fe, etc.”? Respuesta: si, esto se revela lógico y fue confirmado por la Hermana.

3 – ¿Algo de la tercera parte del Secreto ya venía en su 1ª e 2ª parte publicadas?

Respuesta: si, porque el testo del mensaje ya tenía la parte conclusiva que pertenece necesariamente a la tercera parte.

4 – ¿Pero, se toda esta tercera parte debía quedar secreta, porque fue publicada junto a las otras partes por la Hermana Lucia?

Respuesta: porque Jesús le comunicó en 17 de diciembre del 1927 que debía publicar todo lo que se refiere a la devoción al Inmaculado Corazón de María y en esta última parte esto consta claramente.

5 – ¿Se después de la visión del Infierno, Nuestra Señora habló para consolar los pastorcitos aterrorizados, como no lo había de hacer después de la visión del «masacre papal»?

Respuesta: en verdad, ha pronunciado las palabras de consolación en la parte final; son estas que conocemos desde a tiempo.

6 – ¿En la luz de estas respuestas, como se puede entender mejor la tercera parte del Secreto?

Respuesta: se puede hacerlo con la colocación correcta de la frase sobre Portugal, que es la llave de la confusión sobre la cual se indaga.

Hipótesis resolutiva sobre la autenticidad del Secreto publicado

Nadie duda de la preocupación constante de la vidente Lucia de obedecer a la voluntad divina de non revelar la tercera parte del Secreto.

Esto se sabe desde los diálogos de ella con Jacinta, que ya son reveladores porque versan sobre los «sufrimientos del Santo Padre».

Todavía, sobre el modo como la Hermana administró la cobertura de la parte secreta non se sabe todo. Debería haberlo preguntado Mons. Bertone, enviado por Juan Pablo 2º, que pero ni mismo imaginó tal pregunta, tanto estaba fuera de la cuestión.

Quién la conoce, tras los escritos y el modo de proceder de Lucia, puede entender lo que pasó, buscando indicios en la longa documentación sobre Fátima.

– Sin embargo la Vidente non estaba cierta se la frase referida a Portugal pertenecía a la tercera parte – del Secreto. Por esta razón no la publicó en la Tercera Memoria, pero se convenció que podría publicarla y lo hizo en la Cuarta Memoria.

El problema era de onde ubicar esa frase: ¿adelante o después de la visión secreta?

Para mejor encubrirla le pareció que debía ponerla después, en el final de lo escrito. Allá se quedó, sin que nadie preguntase el porque, mismo extrañando una frase fuera del contesto de la promesa conclusiva del Mensaje. La respuesta no puede ser ajena a las medidas de la Hermana Lucia para mejor ocultar la parte secreta.

¿Adonde entonces habría que ubicar la frase, según el contexto entero que lo explique a partir de la frase: «Varias naciones serán aniquiladas»?

Volviendo a las respuestas anteriores tenemos – e esto es lo que piensan también los que dudan de la autenticidad del Secreto publicado – que, así como después de la visión del Infierno, Nuestra Señora habló para consolar los niños aterrorizados, debe haber hablado después de la visión del «masacre papal», con palabras consoladoras para los pastorcitos portugueses, que habían oído que varias «naciones serían aniquiladas» – e Portugal estaba en guerra. Para quien tiene fe, y las palabras de María SS., son para estos, mismo si son niños, una nación es sujeta a aniquilación se pierde su fe.

Las palabras de Nuestra Señora están, pues, en la tercera parte del Mensaje; son las palabras finales de esto, y nadie puede dudar que lo que está en la conclusión pertenece a la tercera parte. Es la última parte que se conoce desde a mucho tiempo e nos consuelan a todos. Son del «Tercero Secreto», pero dejaran de ser secretas porque se refieren al culto del Inmaculado Corazón de María e por esto debían ser pronto conocidas, como instruido por Jesús en el 17 diciembre de 1927.

Ahora vejamos como se compone el Secreto en su parte final, después de la frase «varias naciones serán aniquiladas» e de la visión del «masacre papal», que podría hacer pensar en una eliminación del Papa católico por un tiempo interminable, si non para siempre.

“En Portugal se conservará siempre el dogma de la fe, (etc., esto es, lo que se podía conocer)Al fin mi Inmaculado Corazón triunfará. El Santo Padre me consagrará la Rusia, que se convertirá, e será concedido al mundo un tiempo de paz.”

El Secreto de Fatima presenta, por tanto, la visión de una hecatombe papal, vista por niños, pero la Profecía se termina con la presencia del Papa católico y el triunfo de la Fe e de María Virgen.

La Señora había prometido volver a Fatima ‘aún la sétima vez’, probablemente en un tempo conexo con el retorno de la presencia del Papa, que por fin va a satisfacer el pedido de consagración, lo que manifestará el triunfo de la Fe y obtendrá la conversión de Rusia e un tiempo de paz para el mundo.

Por tanto el triunfo final de María anticipa una verdadera resurrección de la Cristiandad después de la laceración letal que es, para la Iglesia e también para el mundo, la vacancia del Papado.

Este hecho es lo que se puede ver en la visión de la Tercera parte del Secreto, de la liquidación del Papa católico con su entero séquito fiel, de consagrados y laicos, de hombres y mujeres, «con tiros y saetas».

La visión es simbólica, por esto compete a los vivos verificar a que corresponde en relación a lo que pasa en la Iglesia poco antes de 1960.

Un hecho de tal dimensión escatológica, puede ser solo la elección de un modernista perjuro y filo-masón infiltrado, instruido para «cambiar las lejes y los tiempos» (Daniel 7, 25) y que arruinó así la vida en la Iglesia y por supuesto en la tierra, removiendo el «obstáculo» (Katéchon) delante de las libertinajes apocalípticas que son causadas por la libertad de conciencia sin la Religión verdadera.

El Katéchon, el «obstáculo» que es eliminado en el fin, segundo San Pablo (II Ts), para San Tomás depende de la unión y sumisión a la Iglesia Romana, sede y centro de la Fe católica. Hasta cuando la sociedad permanezca fiel al Imperio espiritual romano, transformado del antiguo imperio temporal romano, el Anticristo non podría aparecer. Así lo escribe san Tomás de Aquino. Este imperio «romano» que sigue la ley natural y divina es el dique que hace obstáculo a el.

Por la gracia de Dios, junto al obstáculo en el orden civil, estaba quien era encargado de sustentarlo, vigiando sobre los principios sociales; este guardián es el Papa, Vicario de Jesús Cristo (la victima en la visión del Secreto). Hasta cuando este obstáculo subsistía, la sociedad restaba fiel al imperio espiritual de la fe católica.

No hay mas dique en el presente porque no hay papa: es la situación de Sede vacante hasta cuando este vigilante de la Fe no sea reconocido, respectado, obedecido por lo que es: la única autoridad que representa Dios en tierra. Como este guardián, el Papa, para todos los efectos está eliminado, con el se eclipsa el obstáculo y el Anticristo comparece.

Cuanto va a durar esta realidad, no lo sabemos, pero contra hechos no hay argumentos, con o sin la visión del Secreto. El mínimo que se puede afirmar, sin miedo de errar, es que en el Vaticano no preside más el guardián de la Verdad.

Se dé el nombre que quieran al gestor conciliar del Vaticano, no lo de Papa católico, porque este seria un falso testigo delante de la Fe íntegra e pura, que el corrompe.

Para entender, pues, el tiempo del Secreto de Fatima es necesario seguir no solo el testigo directo, más indirecto de Lucia. Directamente con las palabras e imágenes transmitidas por la Vidente; indirectamente con sus reacciones delante de los desvíos de los pastores de la Iglesia conciliar. Sin embargo, visto que el «Secreto» se refiere a la escalada de la revolución anticristiana que, atentó al Papa, este testigo debería alertar de este peligro, a pesar de los subterfugios y desviaciones diabólicas de aspecto clerical de los enemigos de la Iglesia y sus ejecutores velados, que no son extraños a sus vértices.

Lo cierto es que quien acepta la falsedad de un papa modernista representando la Iglesia de Dios en la Sede de la Verdad, con esto acepta la mentira suprema, de la cual todas las otras derraman ocultamente, más abundantes.

Mismo ignorando la visión del Secreto, quien niega la degradación evidente de la autoridad católica y divina del Papado, demolida por los «papas conciliares», promotores del Vaticano 2 y del nuevo orden religioso, niega la realidad presente, que perdura ya a más de medio siglo.

¿Delante de la visión de la «liquidación» del Papa con su entero séquito católico, que esperamos? ¿Necesitamos aún de palabras de explicación para saber cual es la posición dictada por la Ley de la Iglesia, delante de la ocupación modernista, y pues sacrílega? Esta debe ser atestiguada mismo sin ningún Secreto.

Pero, impugnar la validad de este para no acusar el delito y el nombre de los demoledores de la Iglesia de Dios, no es digno de un hijo fiel.

Cuales sean los designios divinos para reparar la presente situación de ruina total, non es sabido. Cierto, todavía, es que los fieles no pueden aceptar que la mentira presida en el Vaticano con el nombre de Pontificado católico.

En vista de las iniciativas e interpretaciones del Vaticano actual en relación à la tercera parte del Secreto de Fátima, parece haber acuerdo general en que estas denotan graves engaños. Es el gran engaño iluminista llevado a cabo desde Juan 23 hasta Benedicto 16; la iniquidad llegada a su cénit en el Vaticano.

Hay que decir, entonces, que este trato vil del Secreto, ya puede revelar su contenido aterrador. Y si esto se refiere a la Doctrina, al «Dogma de la Fe», de hecho, hay un claro paralelo cronológico entre tal conducta de los «Papas conciliares» y la visión de la tercera parte del Secreto, que es un atentado contra el mismo Papado e toda la Cristiandad. Hay un claro paralelo entre el momento en que esta tercera parte del Secreto podía ser revelada, porque “más clara”, y todas estas iniciativas iniciadas en el tiempo en que el «Secreto» fue censurado.

Monseñor Lefebvre aludió a esto en carta a los cardenales que se preparaban a elegir alguien para continuar el Vaticano dos. Declaraba el 6 de octubre de 1978: “Un Papa digno de este nombre e verdadero sucesor de Pedro no puede declarar que se va a  dedicar à la aplicación del Concilio (Vaticano dos) y sus Reformas. Ele se pone, por ese facto mismo, en ruptura con todos sus predecesores y, especialmente, con el Concilio de Trento” (Itinéraires nº 233 p. 130).

¡Todavía fue electo Juan Pablo 2 para esa aplicación «irreversible»!

Más tarde, junto con Monseñor Castro Mayer declararon abiertamente que los prelados que aceptan las «doctrinas conciliares» (del V2) no son mas católicos.

¿Como pueden entonces eligir un verdadero Papa?

Por lo tanto, es innegable que esta parte del secreto proyecte mucho de la realidad presente en continuación de la advertencia anterior de la Virgen en La Salette: “Roma perderá la fe y se va a convertir el la Sede del Anticristo”.

Se hasta hoy una ignorancia invencible delante de la institución papal hizo aceptar la elección de demoledores de la Fe, en el próximo conclave tal anuencia será fatal también para las almas tradicionalistas que se hacen cómplices de la perpetuación de la ignominia del Vaticano dos en el nombre de la Iglesia.

Preparémonos entonces con todas las fuerzas para evitarlo y constituir desde ahora una real resistencia animada por el culto de los Sagrados Corazones y apoyada en la Ley de la Iglesia católica: de la incompatibilidad absoluta entre la herejía de las «libertades conciliares» y la jurisdicción en la Iglesia de Jesús Cristo.

Se  niegan, serán las piedras a gritar y arrasar. ¡Dios no permita tanta defección!

en Français: http://www.agerecontra.it/public/pres30/?p=9996

em português: https://promariana.wordpress.com/2010/10/05/da-validade-do-segredo-publicado-em-2000/;

in English: https://promariana.wordpress.com/2012/11/01/2567/;

SULL’AUTENTICITÀ DEL SEGRETO PUBBLICATO NEL 2000

Mais um rascunho inedito do nosso Fundador

Di fronte alle iniziative, commenti e interpretazioni del Vaticano attuale, concernenti alla terza parte del Segreto di Fatima, vi è un ampio consenso che esse denotano gravi contraddizioni o anche inganni. Comunque, già da un ignobile trattamento applicato al messaggio portato da Maria Santissima, si può desumere la gravità del suo contenuto.

Molti cattolici lo percepiscono e lo descrivono sollevando pesanti dubbi sull’onestà di tale Roma verso Fatima, dal tempo di Giovanni 23. Costui s’impegnò a aggiornare il senso delle Scritture, prendendo le distanze dalle profezie di sventure, di modo a optare per i segni dei tempi preferiti dai signori de mondo presente. Ma il messaggio allude alla preservazione del «Dogma della Fede» limitata al Portogallo, che potrebbe indicare un’apostasia diffusa nel resto del mondo, senza esclusione dello stesso Vaticano dove, a causa di nuove «inspirazioni» la fedeltà svanisce. Certo, però, è un evidente rapporto tra gli aggiornamenti dottrinali dei «papi conciliari», con conseguente smarrimento della fede nel mondo, e i perfidi occultamenti del Segreto, che è profezia su questi tempi.

L’evidenza di questo rapporto segue l’ordine cronologico. Infatti, tutto ciò è cominciato a manifestarsi con forza poco prima del 1960, tempo in cui la terza parte del Segreto di Fatima andava svelata «perché più chiara». Ora, il dato cronologico di una realtà legata a questa terza parte del Segreto porta i fedeli a mettere nel presente l’avviso precedente di La Salette: «Roma perderà la Fede e diverrà la sede dell’Anticristo». Sì, perché a Fatima Nostra Signora consegna ai fedeli una profezia su un’ora terribile per la Chiesa. E questa riguarda, come in quel tempo, una nuova classe di prelati deviati che operano la rovina della Fede con l’attacco indiretto ma mortale al Vicario della Verità; proprio quel che il Segreto predice. S’istaura d’allora l’apostasia mascherata da aggiornamento nella Chiesa, divenuta acefala poiché niente più, eterodosso o velenoso che sia, è ormai affrontato. Al contrario, la censura va al «Segreto», con le sue «profezie di disgrazie».

Infatti, Giovanni 23 cominciò per censurare un segno che riconosceva d’origine divina, e i suoi successori lo hanno continuato fino a quando Giovanni Paolo 2º, che, tra tante iniziative scandalose per la Fede, si è anche appropriato del Segreto di Fatima, a favore del suo culto personale. Coprì il gioco con altre falsità e menzogne, illustrate in vari articoli e libri. Qui ne riassumiamo alcune che interessano il 3º Segreto di Fatima.

Lui l’aveva letto appena incoronato, com’è logico pensare e come l’ha detto nel letto dell’ospedale alla stampa. Eppure, faceva credere di averlo letto solo dopo l’attentato di Piazza San Pietro, anche se prima, però, a Fulda, in Germania, aveva alluso ai termini del «Segreto apocrifo» deviando l’attenzione cattolica dal vero disastro nella Chiesa. Il verbale-memoria dell’incontro di Giovanni Paolo II con una ristretta cerchia di cattolici tedeschi, in occasione del suo viaggio in Germania, fu pubblicato dalla rivista tedesca Stimme des Glaubens (Ottobre 1981). “Nel sessantaduesimo anniversario delle apparizioni di Fatima, su ‘Sì sì no no’ a.V, n. 5, scrivemmo a riguardo del “terzo segreto”: “L’averlo taciuto… è equivalso a tac­ciare la Regina del Cielo di imprudenza e di inopportunità, è equivalso a ritenere la prudenza degli uomini superiore alla prudenza del Cielo (gli uomini sono ca­paci di tutto!!)”. Giovanni Paolo II ce ne dà, ora, la conferma e… ha proseguito: “D’altra parte a tutti i cristiani può essere sufficiente sapere questo: se vi è un messaggio in cui sta scritto che gli oceani inonderanno intere parti della terra, che da un momento all’altro milioni di uomini periran­no, non è davvero più il caso di bramare tanto la divulgazione di un tale messaggio segreto”. Ripeteva così, quasi alla lettera, la profezia apocalittica dell’uffi­cioso “terzo segreto”, che circolava, mai smentito, da anni: “…le acque degli oceani diverranno vapori, e la schiuma s’innalzerà sconvol­gendo, e tutto affondando. Milioni e milioni di uomini periranno di ora in ora…” (cf. n° cit. p. 1).

Con ciò ha lasciato dei preti, come Balducci, senza sapere più in che acque navigare.

Più tardi, ha pure ingannato Suor Lucia, alludendo alla conversione di Gorbasciov, per avere così il consenso di essa riguardo a quanto voleva finalmente svelare a suo favore, di gran martire del secolo XX!

Quanto a Ratzinger, egli pensa come il teologo Edouard Dhanis, che nega la veridicità di tutto il Segreto. Ma come ciò non conviene alla sua popolarità, va in giro dichiarando alla stampa delle cose in contrasto con la sua stessa interpretazione ufficiale a proposito, per impressionare Socci e altri fatimiti dell’ultima ora!

Di tutto ciò spuntano due ipotesi che riguardano la responsabilità dello stesso Vaticano attuale, rispecchiate dal Segreto di Fatima:

1ª- Il testo della visione del Segreto, sul virtuale massacro del papa con il suo seguito, fu falsificato o mutilato da falsari in Vaticano che sostituirono, non solo il testo, ma Lucia, che lo confermò.

2ª- Il testo pubblicato nel 2000 è vero e di fatto il papa cattolico, guardiano della verità rivelata, fu virtualmente «eliminato».

Le due ipotesi puntano al Vaticano: o là ci sono falsari, o là fu «eliminato» il vigilante che impedisce le falsità religiose: il papa cattolico col suo seguito.

Solo così la Santa Sede poteva aver pubblicato lettere false proposte come visioni trasmesse da Maria Santissima.

Ad ogni modo, siamo di fronte alla visione di un vero delitto; Tanto se tale testo è falso – come alcuni pensano – tanto se è autentico – come crediamo. Non si sfugge! Ciò, sì, è spaventoso!

In tal modo spaventoso, che molti preferiscono accusare la falsità, non dei coronati autori della contraffazione dottrinale e di Fatima, ma del testo pubblicato nel 2000, con l’approvazione di Suor Lucia.

L’aiuto per far riconoscere l’autenticità del testo pubblicato

Come si è visto, tale spiegazione non può venire dai capi del Vaticano attuale, ma può venire indirettamente dal comportamento vergognoso di questi di fronte al Segreto di Nostra Signora, che non per questo va ritenuto falso. Potrebbero costoro aver mobilitato una squadra di tecnici per falsificare quei fogli e un’altra per sostituire Suor Lucia?

Se l’avessero fatto, avrebbero realizzato un testo e un lavoro più credibile. Invece, si vede che del Segreto ne capiscono poco o niente.

In verità, il testo fu rivelato per disegno della Provvidenza divina, che si serve anche delle travi della superbia dei potenti per offrire la verità a tutti gli uomini di buona volontà. Naturalmente noi dobbiamo applicar-ci alla decifrazione di quanto pare misterioso, rispondendo a questioni anche semplici.

1 – Nella terza parte del Segreto parte vi sono parole di Maria Vergine?

Risposta: certamente.

2 – Tali parole seguono la frase “in Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, ecc.”?

Risposta: sì, perche ciò si dimostra perfettamente logico e fu confermato dalla Suora.

3 – Qualcosa della terza parte del Segreto era già insieme a quanto pubblicato riguardo alla sua 1ª e 2ª parte?

Risposta: sì, poiché queste concludevano con una frase conclusiva sulla promessa del messaggio, appartenente necessariamente alla terza parte.

4 – Ma se tutta questa terza parte doveva rimanere segreta, perché fu allora pubblicata insieme alle altre da Suor Lucia?

Risposta: perché Gesù le ha fatto sapere nel 17 dicembre del 1927 che era da pubblicare tutto quanto si riferiva alla devozione all’Immacolato Cuore di Maria, e ciò è chiaramente anche in quest’ultima parte.

5 – Se dopo la visione dell’Inferno la Madonna parlò per consolare i pastorelli, spaventati di tanto orrore, non avrebbe fatto lo stesso dopo la visione del «massacro papale»?

Risposta: in verità, le parole finali del Segreto sono di consolazione; sono quelle della sua terza parte che da molti anni si conoscono.

6 – Alla luce di queste risposte, cosa aiuta a far conoscere l’intera terza parte del Segreto, dalla visione alla sua promessa finale?

Risposta: la terza parte del Segreto è solo comprensibile collocando la frase sulla fedeltà in Portogallo nel suo posto giusto: essa è la chiave della questione.

Ipotese risolutiva dell’autenticità del Segreto pubblicato

Nessun dubita della costante preoccupazione della veggente Lucia di ubbidire l’ordine divino di non svelare la terza parte del Segreto.

Ciò si sa dai dialoghi di Lucia con Giacinta, che sono già di aiuto per svelare la questione, poiché versano sulle «sofferenze del Santo Padre».

Come la Suora abbia amministrato tale copertura della parte segreta, però, non è stato chiarito. Avrebbe potuto chiederlo Mons. Bertone, inviato da Giovanni Paolo II. Ma costui nemmeno cogitò la domanda, tanto era alieno a tutta la vera questione resa in buona parte conosciuta attraverso i molti scritti e dal modo di procedere della Suora.

Solo la vasta documentazione su Fatima aiuta a capirlo. Vediamo:

Lucia non era sicura se la frase riferita al Portogallo appartenesse alla terza parte segreta. Perciò non l’ha pubblicata nella Terza Memoria, ma s’è convinta che poteva pubblicarla in seguito e l’ha fatto nella Quarta Memoria. Ma, dove collocare la frase senza svelare niente del Segreto? Prima o dopo il luogo dove andava inserita la visione segreta?

La copertura migliore si avrebbe aggiungendola alla fine, come se fosse un’aggiunta dimenticata da lei (che, però, aveva una memoria di ferro!).

Così la frase è rimasta lì, alla fine, senza un nesso logico, ma senza che nessuno domandassi perché. Anzi, immaginando vari segreti possibili.

Il perché la frase sul Portogallo è in quel luogo risale allora alle misure di Suor Lucia per meglio tenere occulta la parte segreta. La cosa non ha interessato il Vaticano, che ha ignorato la chiave di tale questione facendo riferimento soltanto alla Terza Memoria della Suora. Fatto davvero strano per quanti pretendevano svelare tutto del Segreto.

La frase chiave nel luogo giusto

Dove allora collocare la frase correttamente, di modo che abbia senso e spieghi le parole della Madonna nella terza parte del Suo messaggio e in questo modo collocare anche la visione dove deve stare nell’insieme completo del Segreto? Questo luogo non può essere altro, per le ragioni che seguono che dopo la frase:… «varie nazioni saranno annientate».

Tornando alle risposte precedenti abbiamo che, nello stesso modo come la Madonna, dopo aver fatto vedere l’Inferno ai pastorelli atterriti, ha diretto a loro parole per chiarirli e consolarli, deve aver fatto lo stesso dopo la visione del «massacro papale». Così pensano, giustamente, anche quanti dubitano dell’autenticità del Segreto pubblicato. Ora, le parole di consolazione per i bambini portoghesi, che hanno visto l’Inferno, ma anche sentito di «nazioni annientate» – e il Portogallo era in guerra -, possono essere quelle riferite alla loro nazione. Si può, infatti ritenere che una nazione coesa nel suo «dogma di fede», come spiegato, non è in rischio di annientamento.

Ci sono, quindi, parole della Madonna nella terza parte del Segreto.

Sono quelle finali che si accordano all’insieme del messaggio.

Se sono fatte conoscere da Lucia prima della parte segreta, anche se appartenenti a questa, del così detto «Terzo Segreto», è perché riguardano il culto all’Immacolato Cuore di Maria. Tutto secondo il volere del Signore, comunicato alla Suora il 17 dicembre 1927.

Vediamo allora come si compone il Segreto nella sua parte finale, dopo la frase «varie nazioni saranno annientate» e la visione simbolica del massacro del Vescovo vestito di bianco con il suo intero seguito fedele.

La descrizione di tale visione dovrebbe far riconoscere la tragedia della «eliminazione» del Papa cattolico per un tempo indeterminato.

“In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, (ecc., cioè, quel che si conosce)… “Alla fine il mio Immacolato Cuore trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace.”

Il Segreto di Fatima presenta, perciò, la visione simbolica di una ecatombe papale, vista da pastorelli. Ma la Profezia si conclude con la presenza del Papa cattolico e perciò, col trionfo della Fede e di Maria Vergine, che aveva promesso di tornare a Fatima ‘ancora una settima volta. Ciò, verosimilmente, in un tempo connesso al ritorno del Papa, che finalmente soddisferà la richiesta di consacrazione, segno che manifesterà il trionfo della Fede, ottenendo la conversione della Russia e un periodo di vera pace in terra.

Pertanto, questo trionfo finale di Maria Santissima anticipa il vero risorgimento della Cristianità dopo la lacerazione letale che è, per la Chiesa e anche per il mondo, la vacanza del Papato. Peggio della vacanza, un’occupazione del Luogo Santo per quanti non solo sono alieni alla verità, ma non intendono convertire nessuno, come ordinato da Gesù, unico Capo della Chiesa. Si può negare questa realtà?

Dopo aver letto la terza parte del Segreto, della visione dell’ecatombe del Papa cattolico col suo intero seguito fedele, di vescovi, consacrati e laici, di uomini e donne, uccisi «con spari e frecce», cosa si deve dedurre di tale simbolismo? Sembra chiaro che spetta ai vivi fare un confronto con quanto è accaduto nella Chiesa appena prima del 1960.

Non si è eretto forse allora un papato fasullo che non intende più né giudicare né convertire? Non ha forse questo nuovo «potere religioso» dichiarato la liberta di coscienza e di religione, per cui le conversioni all’unica Chiesa di Cristo rimane una semplice scelta, tanto più per gli Ebrei che conservano la loro antica Alleanza, rifiutando quella Nuova ed eterna del Redentore incarnato?

Quale fatto, appena prima del 1960, ha tale dimensione escatologica?

La risposta sta negli eventi storici con l’elezione nel 1958 di Giovanni XXIII, un modernista spergiuro e filo-massone infiltrato, che rovinò la vita della Chiesa e del mondo, prendendo il posto del Papa che era d’«ostacolo» a queste perfidie, ma fu virtualmente rimosso. Una «liquidazione» perché fosse dato il via alle liberalità apocalittiche di coscienza e di religione del Vaticano due.

Quanto alla durata di questa realtà non è dato sapere, perché dipende anche del grado di apostasia del mondo cattolico. Certo, però, è che accadrà solo «alla fine» di un lungo e tormentato interregno storico.

Ora, contro i fatti non vi sono argomenti, con o senza la visione del Segreto. Il minimo che si può affermare, senza paura di sbagliare, è che in Vaticano non presiede più un guardiano della verità cattolica.

Dunque, per capire il tempo del Segreto di Fatima va seguita non solo la testimonianza diretta, ma anche indiretta di Lucia.

Direttamente, dalle parole e immagini trasmesse dalla Veggente; indirettamente, dalle sue reazioni di fronte ai pastori conciliari.

Infatti, poiché il Segreto riguarda la scalata della rivoluzione anticristiana nella stessa Chiesa, che finirà per abbattere il «Papa ostacolo» (II Ts, 2), questa testimonianza non può che avvertire di un tale pericolo, a dispetto dei sotterfugi e deviazioni diaboliche d’aspetto clericale dei nemici della Chiesa e dei loro complici nell’esecuzione velata dell’autorità cattolica sulla terra.

Il fatto certo è che chi accetta la falsità di un papa modernista alla testa della Chiesa di Dio e nella Sede della Verità, con ciò accetta la somma menzogna, dalla quale tutte le altre provengono occulte, ma abbondanti.

Pur ignorando la visione del Segreto, negare l’evidente liquidazione dell’autorità divina del Papato, demolita dai «papi conciliari», promotori del Vaticano 2 e del nuovo ordine religioso mondiale, è negare la realtà presente, che perdura da mezzo secolo.

Possono dare il nome che vogliono al suo attuale gestore conciliare, meno quello di Papa cattolico, poiché ciò sarebbe un falso testimonio di fronte alla Fede integra e pura, che i conciliari corrompono.

Dopo la consapevolezza di questa «liquidazione» rappresentata nella visione del massacro del Papa col suo intero seguito cattolico, cosa si attende? Hanno ancora bisogno di parole della Madonna per spiegarlo e allora assumere una posizione di resistenza, che non è altra se non quella dettata dal Vangelo e dalla legge della Chiesa di fronte ad una occupazione sacrilega? Non dev’essere questa testimoniata dai tetti pure senza l’appoggio del Segreto? Al contrario, impugnare la validità di esso per non accusare il delitto e il nome dei demolitori della Chiesa di Cristo, è indegno di chi vuol essere un suo figlio fedele.

Quali siano i disegni della Provvidenza divina per sanare tale situazione di rovina interna cattolica, è un mistero. Certo è che i fedeli non possono accettare che la menzogna presieda in Vaticano sotto il nome di Pontificato cattolico.

Monsignor Lefebvre alluse a ciò per lettera ai cardinali che stavano per entrare in conclave. Essi elessero, però, chi continuò il Vaticano 2. Più tardi, insieme a Monsignor Castro Mayer, dichiarò che i prelati che accolgono la dottrina conciliare non sono da considerare più cattolici. Come potrebbero allora eleggere un vero Papa?

Se fino ad oggi un’ignoranza invincibile di fronte all’istituzione papale ha fatto accettare l’elezione di demolitori della Fede, nel prossimo conclave tale «ignoranza» sarà fatale, anche per le anime di molti tradizionalisti complici della perpetuazione di tale ignominia in nome della santa Madre Chiesa. Una falsa testimonianza in questioni sacre.

Prepariamoci allora con tutte le forze per evitarlo costituendo da ora una reale resistenza animata dal culto dei Sacri Cuori e appoggiata nella Legge della Chiesa cattolica: dell’incompatibilità assoluta tra l’eresia conciliare e la giurisdizione nella Chiesa di Cristo. Se negheranno questa verità, saranno le pietre a gridare e ad annientare.

Che Dio non permetta questa ignobile defezione!

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Português: https://promariana.wordpress.com/2010/10/05/da-validade-do-segredo-publicado-em-2000/

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Français: http://www.agerecontra.it/public/pres30/?p=9996

Italiano:

SULL’AUTENTICITÀ DEL SEGRETO PUBBLICATO NEL 2000

Mais um fragmento do nosso Fundador

Di fronte alle iniziative, commenti e interpretazioni del Vaticano attuale, concernenti alla terza parte del Segreto di Fatima, vi è un ampio consenso che esse denotano gravi contraddizioni o anche inganni. Comunque, già da un ignobile trattamento applicato al messaggio portato da Maria Santissima, si può desumere la gravità del suo contenuto.

Molti cattolici lo percepiscono e lo descrivono sollevando pesanti dubbi sull’onestà di tale Roma verso Fatima, dal tempo di Giovanni 23. Costui s’impegnò a aggiornare il senso delle Scritture, prendendo le distanze dalle profezie di sventure, di modo a optare per i segni dei tempi preferiti dai signori de mondo presente. Ma il messaggio allude alla preservazione del «Dogma della Fede» limitata al Portogallo, che potrebbe indicare un’apostasia diffusa nel resto del mondo, senza esclusione dello stesso Vaticano dove, a causa di nuove «inspirazioni» la fedeltà svanisce. Certo, però, è un evidente rapporto tra gli aggiornamenti dottrinali dei «papi conciliari», con conseguente smarrimento della fede nel mondo, e i perfidi occultamenti del Segreto, che è profezia su questi tempi.

L’evidenza di questo rapporto segue l’ordine cronologico. Infatti, tutto ciò è cominciato a manifestarsi con forza poco prima del 1960, tempo in cui la terza parte del Segreto di Fatima andava svelata «perché più chiara». Ora, il dato cronologico di una realtà legata a questa terza parte del Segreto porta i fedeli a mettere nel presente l’avviso precedente di La Salette: «Roma perderà la Fede e diverrà la sede dell’Anticristo». Sì, perché a Fatima Nostra Signora consegna ai fedeli una profezia su un’ora terribile per la Chiesa. E questa riguarda, come in quel tempo, una nuova classe di prelati deviati che operano la rovina della Fede con l’attacco indiretto ma mortale al Vicario della Verità; proprio quel che il Segreto predice. S’istaura d’allora l’apostasia mascherata da aggiornamento nella Chiesa, divenuta acefala poiché niente più, eterodosso o velenoso che sia, è ormai affrontato. Al contrario, la censura va al «Segreto», con le sue «profezie di disgrazie».

Infatti, Giovanni 23 cominciò per censurare un segno che riconosceva d’origine divina, e i suoi successori lo hanno continuato fino a quando Giovanni Paolo 2º, che, tra tante iniziative scandalose per la Fede, si è anche appropriato del Segreto di Fatima, a favore del suo culto personale. Coprì il gioco con altre falsità e menzogne, illustrate in vari articoli e libri. Qui ne riassumiamo alcune che interessano il 3º Segreto di Fatima.

Lui l’aveva letto appena incoronato, com’è logico pensare e come l’ha detto nel letto dell’ospedale alla stampa. Eppure, faceva credere di averlo letto solo dopo l’attentato di Piazza San Pietro, anche se prima, però, a Fulda, in Germania, aveva alluso ai termini del «Segreto apocrifo» deviando l’attenzione cattolica dal vero disastro nella Chiesa. Il verbale-memoria dell’incontro di Giovanni Paolo II con una ristretta cerchia di cattolici tedeschi, in occasione del suo viaggio in Germania, fu pubblicato dalla rivista tedesca Stimme des Glaubens (Ottobre 1981). “Nel sessantaduesimo anniversario delle apparizioni di Fatima, su ‘Sì sì no no’ a.V, n. 5, scrivemmo a riguardo del “terzo segreto”: “L’averlo taciuto… è equivalso a tac­ciare la Regina del Cielo di imprudenza e di inopportunità, è equivalso a ritenere la prudenza degli uomini superiore alla prudenza del Cielo (gli uomini sono ca­paci di tutto!!)”. Giovanni Paolo II ce ne dà, ora, la conferma e… ha proseguito: “D’altra parte a tutti i cristiani può essere sufficiente sapere questo: se vi è un messaggio in cui sta scritto che gli oceani inonderanno intere parti della terra, che da un momento all’altro milioni di uomini periran­no, non è davvero più il caso di bramare tanto la divulgazione di un tale messaggio segreto”. Ripeteva così, quasi alla lettera, la profezia apocalittica dell’uffi­cioso “terzo segreto”, che circolava, mai smentito, da anni: “…le acque degli oceani diverranno vapori, e la schiuma s’innalzerà sconvol­gendo, e tutto affondando. Milioni e milioni di uomini periranno di ora in ora…” (cf. n° cit. p. 1).

Con ciò ha lasciato dei preti, come Balducci, senza sapere più in che acque navigare.

Più tardi, ha pure ingannato Suor Lucia, alludendo alla conversione di Gorbasciov, per avere così il consenso di essa riguardo a quanto voleva finalmente svelare a suo favore, di gran martire del secolo XX!

Quanto a Ratzinger, egli pensa come il teologo Edouard Dhanis, che nega la veridicità di tutto il Segreto. Ma come ciò non conviene alla sua popolarità, va in giro dichiarando alla stampa delle cose in contrasto con la sua stessa interpretazione ufficiale a proposito, per impressionare Socci e altri fatimiti dell’ultima ora!

Di tutto ciò spuntano due ipotesi che riguardano la responsabilità dello stesso Vaticano attuale, rispecchiate dal Segreto di Fatima:

1ª- Il testo della visione del Segreto, sul virtuale massacro del papa con il suo seguito, fu falsificato o mutilato da falsari in Vaticano che sostituirono, non solo il testo, ma Lucia, che lo confermò.

2ª- Il testo pubblicato nel 2000 è vero e di fatto il papa cattolico, guardiano della verità rivelata, fu virtualmente «eliminato».

Le due ipotesi puntano al Vaticano: o là ci sono falsari, o là fu «eliminato» il vigilante che impedisce le falsità religiose: il papa cattolico col suo seguito.

Solo così la Santa Sede poteva aver pubblicato lettere false proposte come visioni trasmesse da Maria Santissima.

Ad ogni modo, siamo di fronte alla visione di un vero delitto; Tanto se tale testo è falso – come alcuni pensano – tanto se è autentico – come crediamo. Non si sfugge! Ciò, sì, è spaventoso!

In tal modo spaventoso, che molti preferiscono accusare la falsità, non dei coronati autori della contraffazione dottrinale e di Fatima, ma del testo pubblicato nel 2000, con l’approvazione di Suor Lucia.

L’aiuto per far riconoscere l’autenticità del testo pubblicato

Come si è visto, tale spiegazione non può venire dai capi del Vaticano attuale, ma può venire indirettamente dal comportamento vergognoso di questi di fronte al Segreto di Nostra Signora, che non per questo va ritenuto falso. Potrebbero costoro aver mobilitato una squadra di tecnici per falsificare quei fogli e un’altra per sostituire Suor Lucia?

Se l’avessero fatto, avrebbero realizzato un testo e un lavoro più credibile. Invece, si vede che del Segreto ne capiscono poco o niente.

In verità, il testo fu rivelato per disegno della Provvidenza divina, che si serve anche delle travi della superbia dei potenti per offrire la verità a tutti gli uomini di buona volontà. Naturalmente noi dobbiamo applicar-ci alla decifrazione di quanto pare misterioso, rispondendo a questioni anche semplici.

1 – Nella terza parte del Segreto parte vi sono parole di Maria Vergine?

Risposta: certamente.

2 – Tali parole seguono la frase “in Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, ecc.”?

Risposta: sì, perche ciò si dimostra perfettamente logico e fu confermato dalla Suora.

3 – Qualcosa della terza parte del Segreto era già insieme a quanto pubblicato riguardo alla sua 1ª e 2ª parte?

Risposta: sì, poiché queste concludevano con una frase conclusiva sulla promessa del messaggio, appartenente necessariamente alla terza parte.

4 – Ma se tutta questa terza parte doveva rimanere segreta, perché fu allora pubblicata insieme alle altre da Suor Lucia?

Risposta: perché Gesù le ha fatto sapere nel 17 dicembre del 1927 che era da pubblicare tutto quanto si riferiva alla devozione all’Immacolato Cuore di Maria, e ciò è chiaramente anche in quest’ultima parte.

5 – Se dopo la visione dell’Inferno la Madonna parlò per consolare i pastorelli, spaventati di tanto orrore, non avrebbe fatto lo stesso dopo la visione del «massacro papale»?

Risposta: in verità, le parole finali del Segreto sono di consolazione; sono quelle della sua terza parte che da molti anni si conoscono.

6 – Alla luce di queste risposte, cosa aiuta a far conoscere l’intera terza parte del Segreto, dalla visione alla sua promessa finale?

Risposta: la terza parte del Segreto è solo comprensibile collocando la frase sulla fedeltà in Portogallo nel suo posto giusto: essa è la chiave della questione.

Ipotese risolutiva dell’autenticità del Segreto pubblicato

Nessun dubita della costante preoccupazione della veggente Lucia di ubbidire l’ordine divino di non svelare la terza parte del Segreto.

Ciò si sa dai dialoghi di Lucia con Giacinta, che sono già di aiuto per svelare la questione, poiché versano sulle «sofferenze del Santo Padre».

Come la Suora abbia amministrato tale copertura della parte segreta, però, non è stato chiarito. Avrebbe potuto chiederlo Mons. Bertone, inviato da Giovanni Paolo II. Ma costui nemmeno cogitò la domanda, tanto era alieno a tutta la vera questione resa in buona parte conosciuta attraverso i molti scritti e dal modo di procedere della Suora.

Solo la vasta documentazione su Fatima aiuta a capirlo. Vediamo:

Lucia non era sicura se la frase riferita al Portogallo appartenesse alla terza parte segreta. Perciò non l’ha pubblicata nella Terza Memoria, ma s’è convinta che poteva pubblicarla in seguito e l’ha fatto nella Quarta Memoria. Ma, dove collocare la frase senza svelare niente del Segreto? Prima o dopo il luogo dove andava inserita la visione segreta?

La copertura migliore si avrebbe aggiungendola alla fine, come se fosse un’aggiunta dimenticata da lei (che, però, aveva una memoria di ferro!).

Così la frase è rimasta lì, alla fine, senza un nesso logico, ma senza che nessuno domandassi perché. Anzi, immaginando vari segreti possibili.

Il perché la frase sul Portogallo è in quel luogo risale allora alle misure di Suor Lucia per meglio tenere occulta la parte segreta. La cosa non ha interessato il Vaticano, che ha ignorato la chiave di tale questione facendo riferimento soltanto alla Terza Memoria della Suora. Fatto davvero strano per quanti pretendevano svelare tutto del Segreto.

La frase chiave nel luogo giusto

Dove allora collocare la frase correttamente, di modo che abbia senso e spieghi le parole della Madonna nella terza parte del Suo messaggio e in questo modo collocare anche la visione dove deve stare nell’insieme completo del Segreto? Questo luogo non può essere altro, per le ragioni che seguono che dopo la frase:… «varie nazioni saranno annientate».

Tornando alle risposte precedenti abbiamo che, nello stesso modo come la Madonna, dopo aver fatto vedere l’Inferno ai pastorelli atterriti, ha diretto a loro parole per chiarirli e consolarli, deve aver fatto lo stesso dopo la visione del «massacro papale». Così pensano, giustamente, anche quanti dubitano dell’autenticità del Segreto pubblicato. Ora, le parole di consolazione per i bambini portoghesi, che hanno visto l’Inferno, ma anche sentito di «nazioni annientate» – e il Portogallo era in guerra -, possono essere quelle riferite alla loro nazione. Si può, infatti ritenere che una nazione coesa nel suo «dogma di fede», come spiegato, non è in rischio di annientamento.

Ci sono, quindi, parole della Madonna nella terza parte del Segreto.

Sono quelle finali che si accordano all’insieme del messaggio.

Se sono fatte conoscere da Lucia prima della parte segreta, anche se appartenenti a questa, del così detto «Terzo Segreto», è perché riguardano il culto all’Immacolato Cuore di Maria. Tutto secondo il volere del Signore, comunicato alla Suora il 17 dicembre 1927.

Vediamo allora come si compone il Segreto nella sua parte finale, dopo la frase «varie nazioni saranno annientate» e la visione simbolica del massacro del Vescovo vestito di bianco con il suo intero seguito fedele.

La descrizione di tale visione dovrebbe far riconoscere la tragedia della «eliminazione» del Papa cattolico per un tempo indeterminato.

“In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, (ecc., cioè, quel che si conosce)… “Alla fine il mio Immacolato Cuore trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace.”

Il Segreto di Fatima presenta, perciò, la visione simbolica di una ecatombe papale, vista da pastorelli. Ma la Profezia si conclude con la presenza del Papa cattolico e perciò, col trionfo della Fede e di Maria Vergine, che aveva promesso di tornare a Fatima ‘ancora una settima volta. Ciò, verosimilmente, in un tempo connesso al ritorno del Papa, che finalmente soddisferà la richiesta di consacrazione, segno che manifesterà il trionfo della Fede, ottenendo la conversione della Russia e un periodo di vera pace in terra.

Pertanto, questo trionfo finale di Maria Santissima anticipa il vero risorgimento della Cristianità dopo la lacerazione letale che è, per la Chiesa e anche per il mondo, la vacanza del Papato. Peggio della vacanza, un’occupazione del Luogo Santo per quanti non solo sono alieni alla verità, ma non intendono convertire nessuno, come ordinato da Gesù, unico Capo della Chiesa. Si può negare questa realtà?

Dopo aver letto la terza parte del Segreto, della visione dell’ecatombe del Papa cattolico col suo intero seguito fedele, di vescovi, consacrati e laici, di uomini e donne, uccisi «con spari e frecce», cosa si deve dedurre di tale simbolismo? Sembra chiaro che spetta ai vivi fare un confronto con quanto è accaduto nella Chiesa appena prima del 1960.

Non si è eretto forse allora un papato fasullo che non intende più né giudicare né convertire? Non ha forse questo nuovo «potere religioso» dichiarato la liberta di coscienza e di religione, per cui le conversioni all’unica Chiesa di Cristo rimane una semplice scelta, tanto più per gli Ebrei che conservano la loro antica Alleanza, rifiutando quella Nuova ed eterna del Redentore incarnato?

Quale fatto, appena prima del 1960, ha tale dimensione escatologica?

La risposta sta negli eventi storici con l’elezione nel 1958 di Giovanni XXIII, un modernista spergiuro e filo-massone infiltrato, che rovinò la vita della Chiesa e del mondo, prendendo il posto del Papa che era d’«ostacolo» a queste perfidie, ma fu virtualmente rimosso. Una «liquidazione» perché fosse dato il via alle liberalità apocalittiche di coscienza e di religione del Vaticano due.

Quanto alla durata di questa realtà non è dato sapere, perché dipende anche del grado di apostasia del mondo cattolico. Certo, però, è che accadrà solo «alla fine» di un lungo e tormentato interregno storico.

Ora, contro i fatti non vi sono argomenti, con o senza la visione del Segreto. Il minimo che si può affermare, senza paura di sbagliare, è che in Vaticano non presiede più un guardiano della verità cattolica.

Dunque, per capire il tempo del Segreto di Fatima va seguita non solo la testimonianza diretta, ma anche indiretta di Lucia.

Direttamente, dalle parole e immagini trasmesse dalla Veggente; indirettamente, dalle sue reazioni di fronte ai pastori conciliari.

Infatti, poiché il Segreto riguarda la scalata della rivoluzione anticristiana nella stessa Chiesa, che finirà per abbattere il «Papa ostacolo» (II Ts, 2), questa testimonianza non può che avvertire di un tale pericolo, a dispetto dei sotterfugi e deviazioni diaboliche d’aspetto clericale dei nemici della Chiesa e dei loro complici nell’esecuzione velata dell’autorità cattolica sulla terra.

Il fatto certo è che chi accetta la falsità di un papa modernista alla testa della Chiesa di Dio e nella Sede della Verità, con ciò accetta la somma menzogna, dalla quale tutte le altre provengono occulte, ma abbondanti.

Pur ignorando la visione del Segreto, negare l’evidente liquidazione dell’autorità divina del Papato, demolita dai «papi conciliari», promotori del Vaticano 2 e del nuovo ordine religioso mondiale, è negare la realtà presente, che perdura da mezzo secolo.

Possono dare il nome che vogliono al suo attuale gestore conciliare, meno quello di Papa cattolico, poiché ciò sarebbe un falso testimonio di fronte alla Fede integra e pura, che i conciliari corrompono.

Dopo la consapevolezza di questa «liquidazione» rappresentata nella visione del massacro del Papa col suo intero seguito cattolico, cosa si attende? Hanno ancora bisogno di parole della Madonna per spiegarlo e allora assumere una posizione di resistenza, che non è altra se non quella dettata dal Vangelo e dalla legge della Chiesa di fronte ad una occupazione sacrilega? Non dev’essere questa testimoniata dai tetti pure senza l’appoggio del Segreto? Al contrario, impugnare la validità di esso per non accusare il delitto e il nome dei demolitori della Chiesa di Cristo, è indegno di chi vuol essere un suo figlio fedele.

Quali siano i disegni della Provvidenza divina per sanare tale situazione di rovina interna cattolica, è un mistero. Certo è che i fedeli non possono accettare che la menzogna presieda in Vaticano sotto il nome di Pontificato cattolico.

Monsignor Lefebvre alluse a ciò per lettera ai cardinali che stavano per entrare in conclave. Essi elessero, però, chi continuò il Vaticano 2. Più tardi, insieme a Monsignor Castro Mayer, dichiarò che i prelati che accolgono la dottrina conciliare non sono da considerare più cattolici. Come potrebbero allora eleggere un vero Papa?

Se fino ad oggi un’ignoranza invincibile di fronte all’istituzione papale ha fatto accettare l’elezione di demolitori della Fede, nel prossimo conclave tale «ignoranza» sarà fatale, anche per le anime di molti tradizionalisti complici della perpetuazione di tale ignominia in nome della santa Madre Chiesa. Una falsa testimonianza in questioni sacre.

Prepariamoci allora con tutte le forze per evitarlo costituendo da ora una reale resistenza animata dal culto dei Sacri Cuori e appoggiata nella Legge della Chiesa cattolica: dell’incompatibilità assoluta tra l’eresia conciliare e la giurisdizione nella Chiesa di Cristo. Se negheranno questa verità, saranno le pietre a gridare e ad annientare.

Che Dio non permetta questa ignobile defezione!

A Continuidade da Igreja e o Sucessionismo Batista

A Igreja Católica é a única instituição que tem a continuidade e a visibilidade prometidas e garantidas pelo seu fundador, Nosso Senhor Jesus Cristo. Ele prometeu-lhe uma existência contínua e ininterrupta em Matt. 16:18:

18 Et ego dico tibi, quia tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam, et portæ ínferi non prævalébunt advérsus eam.

18 E eu te digo: Tu és Pedro; e sobre esta rocha edificarei minha igreja e os portões do inferno não prevalecerão contra ela.

Isso significa que a Igreja que Ele iria estabelecer era invencível, nem mesmo todo o inferno (quanto mais seres humanos, inimigos internos e externos, pessoas incompetentes e idiotas úteis juntos) serão capazes de
fazê-la desaparecer ou até transformá-la em sua essência. Isso significa que ela existirá até ao fim dos tempos, sem qualquer alteração essencial. Onde Nosso Senhor prometeu a sua visibilidade perpétua? Mateus 5: 14-15 diz:

14 Vos estis lux mundi. Non potest cívitas abscóndi supra montem pósita, 15 neque accéndunt lucérnam, et ponunt eam sub módio, sed super candelábrum, ut lúceat ómnibus qui in domo sunt.

14 Vós sois a luz do mundo. Uma cidade sentada numa montanha não pode ser escondida. 15 Nem os homens acendem uma vela e a põem debaixo do alqueire, mas sobre o castiçal, para que brilhe a todos os que estão na casa.

Lucas 11: 33 confirma isso. Além disso, o senso comum determina o mesmo: por que Nosso Senhor estabeleceria uma Igreja cuja doutrina viria a ser alterada (portanto, é falível)? Como é que essa “igreja” seria um guia infalível estabelecida por um Deus amoroso? Como alguém pode imaginar um Deus amoroso que não fornece orientação? Portanto, a Igreja deve existir sem interrupção e ser visível para todos, ou pelo menos para todos aqueles que desejem vê-la. Caso contrário, Nosso Senhor teria acendido uma vela e tê-la-ia escondido sob um alqueire, por assim dizer. Em outras palavras, a humanidade precisa de um guia, que existe desde Nosso Senhor e é, e sempre foi continuamente visível. Caso contrário, como temos a certeza sobre algum assunto? Como consequência, para mim, esta é a questão fundamental. Conheça a sua história, porque é uma questão histórica.

Por isso, alegamos que a nossa Igreja tem essa existência e visibilidade ininterruptas. Além disso, afirmamos que nenhuma outra instituição tem isso. Lutero, Calvino, Zwingli, Francis David (húngaro, da Transilvânia, fundador do Unitarismo), Cranmer e J. Knox alegaram que a Igreja tinha que ser reformada. A conclusão lógica disso é que ela falhou, ou as portas do inferno prevaleceram, anulando a promessa de Nosso Senhor. Portanto, se eles estão certos, eles devem descartar a Bíblia, e o princípio da “Sola Scriptura” (somente a Bíblia) está em apuros! Se eles estiverem errados,
não há necessidade de “reforma”. Na opinião deles, houve uma interrupção. Então eles estão errados em qualquer caso. Mas sendo os hipócritas e os fracassos da lógica básica como eles são, esse facto escapou-lhes totalmente. Aqui está a refutação do clássico, protestantismo histórico.

Algumas pessoas, no entanto, eram mais espertas do que isso, sabendo que essa afirmação é necessária para ser a única igreja verdadeira. Por exemplo, o movimento da IFB (Baptista Fundamental Independente) afirma que a deles é a verdadeira religião e teve a visibilidade contínua, embora não tenham desenvolvido isso. Outros eram mais engenhosos e, para apoiar a sua posição afirmam, eles inventaram a sua “continuidade visível”, chamada sucessão baptista. Então o que é isso?

Segundo a Wikipédia, o sucessionismo baptista (ou perpetuidade baptista) “é uma das várias teorias sobre a origem e continuação das igrejas baptistas. A teoria postula uma linhagem ininterrupta de igrejas (desde os dias de João, o Baptista, que baptizaram a Cristo) que têm mantido crenças semelhantes às dos actuais baptistas. Grupos frequentemente incluídos nessa linhagem são montanistas, paulicianos, cátaros, valdenses, albigenses, lollardes e anabaptistas “. Essa teoria foi adoptada por Charles Haddon Spurgeon (1834-92), baptista calvinista.

Essa teoria tem várias falhas. Quem pode provar que existe alguma continuidade entre essas seitas, enquanto umas desapareceram e apareceram outras, para reivindicar continuidade temporal? Mas há mais: para reivindicar isso, eles deveriam provar que algumas pessoas de uma seita tiveram contacto com a outra, para ter uma corrente ininterrupta.
Mas o que é ainda pior, é que não há nenhuma aparência de doutrina entre eles, portanto, a tese da visibilidade temporal é falsa. Os cátaros eram contra comer carne, ovos e beber leite. Os baptistas contemporâneos não têm nenhum problema com isso. Os montanistas e os Bogomilos (alguns outros incluem a lista) alegam que o mundo material era criado por satanás e até Deus pode errar. Eles até professaram o dualismo, onde tudo tem sua parte boa e ruim. Algumas seitas até incluem donatistas. Na realidade, eles eram os que fingiam ser mais católicos do que católicos. Quantas das correntes “bíblicas” fundamentalistas se identificam, hoje, com as doutrinas dessas seitas? Portanto, a sua reivindicação de continuidade doutrinária é refutada. Ninguém tem uma continuidade doutrinária, temporal e visível como a nossa. E se não somos a verdadeira Igreja dos Protestantes e fundamentalistas “bíblicos”, eles devem concluir que Cristo não cumpriu Sua promessa (que é uma blasfémia), ou que eles estão errados (que são intelectualmente desonestos em admitir).
Converta-se, portanto, ou pereça!

Novus Ordo Watch

Fátima e a Paixão da Igreja